28/02/2013 – day 13
SCOOTERANDO PER KOH PHANGAN

Taxi @Koh PhanganTutti sconsigliano di guidare uno scooter a Koh Phangan, ma a parte quelle specie di pick-up dove ti caricano sul cassone posteriore come se stessero trasportando delle bestie al macello, è in effetti l’unico modo efficace ed economico per visitare quest’ isoletta.
Siamo abituati ai cavalli ed al peso del nostro Ducati Monster, cosa mai potrà farci un motorino? Al massimo riportarci alla mente qualche bel ricordo dei 16 anni! Perciò, quando anche la Lonely Planet ha cercato di avvisarci, noi ci siamo scambiati un sorrisetto ed abbiamo semplicemente voltato pagina facendo finta di non aver letto bene.

Ottenere uno scooter è semplice, ma altrettanto pazzesco allo stesso tempo. Ad ogni angolo di strada c’è qualcuno che li noleggia ed i prezzi che abbiamo sentito si aggiravano attorno ai 200-250 baht al giorno (6-8$). Ci si siede al tavolino, si compila un pezzettino di carta con nome, cognome e qualche altra informazione inutile, si deposita il passaporto, si firma di pagare tutti i danni arrecati al mezzo ed in un baleno si è già in groppa; senza assicurazione, uno straccio di istruzioni o tanto meno benzina.
I motorini vengono tutti lasciati a secco spietato e inevitabilmente, appena voltato l’angolo, ecco un altro “banchetto amico” che vende benzina in bottiglia, al doppio del prezzo normale.Scooter @Koh Phangan

Questi scooter sembrano buoni alla vista, ma sono tutti decisamente malandati. Hanno passato i 30.000km da quel pezzo, saranno cascati sicuramente 4 o 5 volte, le gomme sembrano quelle di una bicicletta ed i freni probabilmente li hanno barattati con quelli di un triciclo.
Dopo i primi 5 minuti di viaggio,  capiamo cosa tutti intendevano. Salite e discese ripidissime, strade strette e sabbiose, curve pericolose, incroci non segnalati e buche profonde. Tutta roba che per motociclisti inesperti (e magari mezzi brilli) si traduce inevitabilmente in una sola cosa: un bel bacino all’asfalto. Per noi è andato tutto liscio, ma è veramente comune vedere in giro gente con fasciature a caviglie, ginocchia e spalle o con delle belle sgrugnate a gomito e mento!

La prima tappa di oggi è stata Koh Ma, un’ isoletta attaccata alla terra ferma da una striscia di sabbia e considerata il miglior posto per lo snorkeling e le immersioni subacquee.
Koh Ma@Koh PhanganPurtroppo, subito dopo qualche bracciata, capiamo che la visibilità è veramente pessima ed abbandoniamo l’idea dello snorkeling  per goderci il sole caldissimo. La spiaggia è carina e rilassata, anche se in alcuni punti decisamente sporca, ma la passeggiata in mezzo all’acqua per raggiungere l’isoletta è davvero suggestiva.  Lasciata quest’attrattiva a nord, tagliamo in due l’isola in direzione sud passando per una stradina poco frequentata che si snoda tra le piantagioni di banane (dove la Pam è riuscita a fregarne un paio !!!),una specie di zoo dove è possibile cavalcare (tristissimissimi) elefanti ed una bella discarica puzzolente dove capiamo il concetto di raccolta differenziata:  persone in cima al mucchione d’ immondizia che a mani nude aprono i sacchi e recuperano quello che riescono: carta, plastica o vetro!
Arrivati nel sud dell’isola torniamo a visitare la spiaggia di Haad Rin Nok, dove qualche sera fa abbiamo partecipato al Full Moon Party. Quello che sembrava il luogo più bello e divertente della terra, di giorno non è altro che un ammasso di strutture malandate, puzza e sporcizia…più un campo di battaglia che una spiaggia.
Prima di rientrare alla base e prepararci per il trasferimento  a Koh Samui di domani, ci fermiamo nel paesotto più grosso dell’isola, Thong Pantip Market  @Thong Sala, Koh PhanganSala e ceniamo al delizioso Pantip Market, il mercato notturno dove decine di bancarelle propongono specialità internazionali e prezzi bassissimi…se ve la sentite potete anche assaggiare le cavallette!

CONSIGLIO : A meno che non venite a Koh Phangan per fare festa 24 ore al giorno, per godervi al meglioi il mare e le spiagge tropicali, vi consigliamo di soggiornare ovunque ma non a Haad Rin Nok.

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27/02/2013 – day 12
LAZY LIZARDS

Quando si hanno in corpo un numero indefinito di “secchielli alcolici”, alzarsi il mattino dopo è sempre un’impresa bella tosta. Il tanto acclamato “di sera leoni, al mattino coglioni”  oggi ci si addice proprio bene e rispecchia a pieno la nostra condizione.
Così, quando la sveglia ha iniziato a suonare (chissà poi chi si sarà preso la briga di puntarla ?!?!?!), non abbiamo fatto altro che tirare qualche disperata manata a vuoto, sperando di centrare il telefono e poter sprofondare nuovamente nei cuscini. Solo più tardi, quando era ormai già pomeriggio, siamo finalmente rinvenuti. La testa dolente, il corpo senza forze, una voglia tremenda d’acqua e qualcosa di solido e semplice da mettere sotto i denti. Ci trasciniamo fino al bar e fortunatamente troviamo qualche fetta di pane, ormai rinsecchito, rimasta dalla colazione di qualche ora  prima.

Troppo demoliti per fare qualunque attività turistica, decidiamo di prolungare il soggiorno a Koh Phangan e di dedicarci alla missione del giorno: fare le “lazy lizards”; ossia due sfaticate lucertolone che hanno come unico obbiettivo quello di passare la giornata al sole ad abbrustolirsi per bene. Fortunatamente lo splendido resort sulla spiaggia di Haad Yao dove soggiorniamo rende tutto piacevolmente facile e non ci resta altro che stenderci sui comodi sdrai ombreggiati dalle palme, ordinare un paio di cocchi con cui rinfrescarci e rilassarci tra le bolle dalla vasca idromassaggio o fare qualche bracciata nel mare azzurrissimo a due passi da noi.

Quando il sole lentamente inizia a spegnersi, ecco che tutta la spiaggia si illumina e si prepara per la serata. Distese di lucine colorate, tavolini racchiusi da baldacchini a qualche metro dalla riva, cuscinoni sui quali rilassarsi, venticello fresco e musica dal vivo delicata. Non vogliamo proprio perderci quest’atmosfera, così ci accaparriamo uno dei tavolini romantici e ci concediamo un’altra bella cena di pesce sulla spiaggia; decisamente più autentica di quella a  Jimbaran (16/02/13).
Al contrario della notte scorsa, oggi è tutto all’insegna della calma e della tranquillità. Tutto così armonioso e soporifero da darci giusto il tempo di rientrare al bungalow prima di cascare in un meritato ed indispensabile sonno profondo.

CONSIGLIO: La zona sud di Koh Phangan è dedicata alle feste e agli alloggi economici per backpackers. Nella parte nord-occidentale invece si trovano alcune delle spiagge più belle ed incontaminate, dove si possono trovare resorts molto carini sul mare a prezzi irrisori. Noi abbiamo optato per il Long Bay Resort che per 25$ dollari a notte ci ha accolto con una struttura curata e pulita con piscina, idromassaggio, colazione, un carinissimo bungalow tutto per noi e tanta, tanta ospitalità. Decisamente non male!

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26/02/2013 – day 11
FULL MOON PARTY !!!

Secchielli @Full Moon Party, Ko PhanganCi troviamo a Koh Phangan, una delle isole affacciate sulla costa sud-orientale della Thailandia.
Ed è proprio qui che una volta al mese, solo e soltanto quando la luna è piena, si radunano migliaia di “licantropi” dipinti da vernici fluorescenti, che bevono cocktails da secchielli di plastica e ballano al ritmo di musica elettronica fino a che il sole non sorge dall’acqua… Ecco a voi il full-moon-party, la quintessenza delle feste da spiaggia.

In molti ce ne hanno parlato come la festa più bella a cui abbiano mai partecipato e volevamo assolutamente viverla di persona. Dovevamo essere qui precisamente oggi e per questo abbiamo dovuto stringere i tempi ed affrettare la prima parte del viaggio; ma ne è  assolutamente valsa la pena.@Full Moon Party, Ko Phangan Tutta l’isola non aspetta altro da un mese intero perchè questo significa una sola cosa per i locali: palate e palate di soldi.
Hotel, ristoranti,traghetti, taxi, venditori ambulanti, negozi di alimentari e perfino gli ospedali. C’è un sacco di extra-lavoro per tutti! Talmente tanto che perfino i bimbi di cinque anni stanno in piedi tutta la notte ed aiutano i genitori a preparare i magici intrugli alcolici.
Appena il sole tramonta, ecco che i resorts affacciati sulla spiaggia di Haad Rin Nok, nel sud dell’isola, iniziano a pompare dalle casse musica a tutto volume ed i banchetti iniziano a disporre i  vari secchielli.
Sì, perchè qui si beve così: si sceglie il secchiello che si preferisce composto da una bottiglietta di liquore ed un paio di mixers. I prezzi vanno dai 150 ai 500 baht (5-15$) e dipendono dal tipo di liquore scelto e da quanto si è ubriachi e/o si ha la forza e la voglia di contrattare.
La spiaggia non è grande e ci saranno circa una decina di locali principali nei quali ballare. Tra i più famosi ricordiamo: Paradise Bungalow dove tutto è iniziato e che continua ad essere uno dei più gettonati grazie agli spettacoli di fuoco ed il pericolosissimo scivolo che scaraventa le persone dal tetto dritte in spiaggia; Cactus quello con la musica più varia ed a nostro avviso migliore e Paradise Bungalow @Full Moon Party, Ko PhanganTommy Resort, il più grande e sparafleshoso di tutti.

Gli eccessi e la stravaganza in questa nottata sono cosa comune ed inevitabilmente possono portare con loro pericoli e contrattempi,  ma anche sicuramente un divertimento infinito.
Pubblichiamo giusto qualche foto “decente”, le altre sono state guardate una sola volta e cancellate definitivamente. Se volete vederle, non vi resta che venire da queste parti una delle prossime lune piene e scattarle di persona!

CONSIGLIO : Ce ne sarebbero troppi da dare e vi toglieremmo il gusto della scoperta. Venite e divertitevi!

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25/02/2013 – day 10
KUALA LUMPUR

Petronas Towers @Kuala Lumpur, MalesiaKuala Lumpur è una città con due facce diverse.
La zona orientale, chiamata Golden Triangle, dominata da grattacieli e centri commerciali è l’anima moderna della città. Qui è tutto scintillante ed orientato verso il futuro.
Ristoranti, pub e discoteche inondano le vie di questo quartiere che non dorme mai. Sullo sfondo si scagliano le incredibili Petronas Towers, i due famosissimi e imponenti palazzi gemelli, che soprattutto di notte lasciano a bocca spalancata rassomigliando a due razzi pronti a decollare nel cielo blu scuro.
Le Petronas Towers sono la sede centrale dell’ azienda petrolifera Petronas ed al suo interno sono tutti già in fermento per il gran premio di Sepang, sponsorizzato appunto dalla Petronas, che si terrà tra meno di un mese.

Tutti i luccichii della zona est vengono  contrastati dalla parte centro-occidentale della città, più legata alle tradizioni ed alla cultura. Vialetti stretti invasi dalle bancarelle di cibo da strada, mercatini, luoghi di culto e persone semplici che vivono la loro semplice quotidianità.Chinatown @Kuala Lumpur, Malesia
Il centro storico e sentimentale della città è Merdeka Square, essendo il luogo dove venne dichiarata l’indipendenza, ma assolutamente nient’altro che uno spiazzo d’erba per qualunque turista.
Cinesi, indiani, arabi, malesiani ed inglesi. Anche qui, come a Singapore, culture agli antipodi si mischiano creandone una completamente nuova e diversa.
Passato l’imperdibile Mercato Centrale (anche conosciuto come “ottimo rifugio durante gli acquazzoni tropicali”) si arriva a Chinatown,  dove centinaia di bancarelle vendono più vestiti firmati che in via Montenapoleone a Milano; naturalmente tutti rigorosamente contraffati.
Ed è qui che si possono comprare le caldarroste da un soggetto vestito con un maglione giallo canarino (nonostante ci siano 40 gradi) o imbattersi in qualche chioschetto di delizioso cibo malesiano dai quali non potete mancare di farvi servire la specialità malesiana per eccellenza: il Roti Canai.

Street Food @Kuala Lumpur, MalesiaCi sono milioni di persone in questa metropoli, ma tutto l’essenziale è racchiuso in qualche chilometro quadrato che rende la città perfetta per essere esplorata a piedi ed ad ogni incrocio che si attraversa scoprire qualcosa di nuovo e sempre più interessante.

CONSIGLIO : Sono le ultime ore a Kuala Lumpur, sta diluviano e vi manca ancora la visita alle Petronas Towers? Infilatevi nel centro commerciale di Bukit Bitang e prendere la passerella sopraelevata che taglia in due il Golden Triangle ed in 10 minuti vi ritroverete nella hall delle torri…completamente asciutti!

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24/02/2013 – day 9
VERSO LA MALESIA

Oggi ci è toccato il primo vero (interminabile) trasferimento via terra che ci ha visti lasciare la meravigliosa Singapore per Kuala Lumpur, in Malesia.

Sulla carta la distanza è minima, giusto 350 km, ma ci abbiamo messo più di 12 ore a percorrerli! Lasciamo l’albergaccio di Geylang di buon ora e con gli zainoni in spalla ci incamminiamo verso la stazione: preso metropolita, cambiato linea della metropolitana, preso bus, stop per controlli doganali a Singapore, ciambella al volo per reintegrare gli zuccheri, persa coincidenza (a causa della ciambella) ed aspettato altro bus, pullman per passare il confine, stop per controlli doganali in Malesia, attesa in stazione e per finire in bellezza quelle comode 10 ore di treno!

A differenza di quanto abbiamo sentito dire sui treni asiatici, questo non è poi così male. Certo non parliamo di un freccia rossa, ma almeno anche in seconda classe c’è l’aria condizionata , c’è abbastanza posto per le gambe ed i seggiolini sono reclinabili; anche se probabilmente più vecchi ed usurati di noi.
La ferrovia scorre attraverso una foresta di palme da cocco interrotta soltanto da qualche villaggio rurale e si ferma continuamente in piccole stazioni fantasma disperse nel nulla.
I binari non devono essere in gran forma, perché il treno sobbalza parecchio e soprattutto quando si attraversano le carrozze per andare in bagno non ci si sente molto sicuri.
I bagni sono inevitabilmente disgustosi, come su qualunque treno d’altronde.

Arriviamo in tarda serata e con ben due ore di ritardo a Sentral Kuala Lumpur, dove stremati ci siamo lanciati dentro un taxi che ci ha portato al nostro alberghetto (Victory Street Boutique Hotel),  fortunatamente non in un quartiere a luci rosse e discretamente vicino al centro.
E’ tardi, ma vogliamo provare a goderci la serata e facciamo un giro per Bukit Bitang, il centro moderno della città, dove decidiamo di provare qualche specialità libanese…decisamente non male.

CONSIGLIO : Il treno per KL lo si può prendere a Woodlands (ultima stazione di Singapore) o Johor Bahru (prima stazione della Malesia). Prendendolo da JB, il costo del biglietto è 1/3!

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23/02/2013 – day 8
PORCA “PUTTANA”…LASCIACI DORMIRE!!!

Sentosa @SingaporeEssere svegliati dalle squillanti (finte) urla di piacere di una prostituta? Da oggi possiamo spuntare anche questo dalla lista delle cose da provare almeno una volta nella vita!

Ma facciamo un passo indietro.
Come sapete alloggiamo a Geylang, quartiere ad est del centro di Singapore, collegato ad esso tramite un efficiente sistema di trasporti pubblici e popolato da hotel economici, perfetti per viaggiatori squattrinati che non possono permettersi i prezzi folli del centro.
Di giorno è un posticino autentico e tranquillo dove passeggiare per le varie bancarelle di frutta e gustarsi ottimo cibo asiatico con pochi dollari, ma con il calare del sole la faccenda cambia ed il quartiere si trasforma. I banchetti che prima vendevamo cd e collanine lasciano il posto ad una fiera dei giocattoli sessuali e delle pastiglie di viagra in tutte le forme e colori.Sentosa @Singapore
Qualche viale dopo, ecco una camionata di signorine ammiccanti in abiti succinti pronte a soddisfare ogni desiderio e disponibilissime ad inaugurare i nuovi gadgets appena acquistati.
Manca solo una camera, ma perché preoccuparsi pensiamo noi, tanto non verranno certamente nel nostro albergo e se anche fosse non certo nelle stanze affianco alla nostra!
E tutto il resto è storia…(fortunatamente le pastiglie erano farlocche e tutto è finito nel giro di qualche minuto!)

Decisamente irritati ed ancora un po’ convinti che fosse solo un brutto incubo dovuto all’indigestione di cibo troppo speziato, ci prepariamo con una colazione bella carica per un altro giorno a Singapore.
Oggi ci siamo spinti fino a Sentosa, un isolotto a sud della città, che è un po’ il sogno di ogni bambino (cresciuto o meno). Qui è il paradiso dei parchi tematici e ad ogni angolo ce ne è sempre uno migliore di quello appena passato. Ovunque ci si gira c’è qualcosa di invitante: Sentosa @Singaporenegozi di caramelle, popcorn ai mille gusti, pupazzi giganti e fontane danzanti; ma anche casinò, campi da golf, spa, ristoranti, hotels e negozi eleganti per soddisfare le esigenze dei più cresciutelli. Tutto è affascinante e studiato appositamente per stupire e intrappolare la gente, togliendogli la forza e la voglia di uscire.
Sentosa ospita anche la spiaggia di Singapore, un insieme di calette di sabbia bianca orlate da palme sulla quale si affacciano barettini che accompagnano le calde giornate con musica a tutto volume e con ragazze in bikini che servono cocktail colorati . Per non essere da meno con l’atmosfera cittadina, anche qui l’impronta futuristica fa la sua parte: vasche idromassaggio saponate, scivoli d’acqua, piscine con onde finte per chi desidera imparare a surfare, carrucola di quasi 1km che termina direttamente sulla spiaggia e gallerie del vento nella quale sperimentare il salto con il paracadute.
L’unica nota negativa sono le navi-merci attraccate a qualche centinaio di metri dalla riva che, oltre a rovinare il panorama, non invogliano certamente a fare il bagno!Clarke Quay@Singapore

La serata l’abbiamo passata nell’altrettanto affascinante atmosfera di Clarke Quay. Questo quartiere con i suoi ristorantini a bordo fiume illuminati dalla fiamme di qualche candela e lampade multicolore, gli accattivanti night clubs e la brezza che si alza dal fiume è il posto perfetto dove terminare le giornate singaporeane!!!

CONSIGLIO: A meno che non siete pronti a recitare la storia dei fiori e delle api ai vostri figli evitate gli hotel di Geylang, specialmente nei week-end!!!

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22/02/2013 – day 7
SINGAPORE : IL FUTURO E’ GIA’ QUI!

Skyline @Marina Bay, SingaporeGrattacieli  luccicanti e senza fine, treni perfettamente automatizzati, costruzioni dalle forme stravaganti, culture e religioni diverse che interagiscono, collaborano e convivono assieme. E’ questo quello che ci riserva il futuro?

Iniziamo la giornata con una passeggiata esplorativa di Geylang, il quartiere ad Est del centro dove si trova il nostro hotel. In questo quartiere periferico, ma autentico, niente è turistico mentre tutto è cinese: i negozi, le persone, il cibo. Ci perdiamo tra i mercati infiniti, i ristoranti invitanti ed osserviamo la gente ai loro tavolini iniziare come si deve la giornata, con quattro o cinque bottiglie di birra locale: la Tiger.

Con dieci minuti di treno siamo in centro e qui è tutto diverso.
Ordine e pulizia, magnificenza e tecnologia. Questa città sembra uscita da uno di quei film Merlion @Marina Bay, Singaporefantascientifici di qualche regista innovativo.
Per prima cosa ci rechiamo a Marina Bay, probabilmente la prima tappa per qualunque turista in città. Tutto attorno a questo specchio d’acqua verdastro ci sono hotel lussuosi, ristoranti e bar alla moda, palazzi scintillanti, teatri open-air e l’incredibile The Sands.
Questo complesso con il suo pazzesco albergo che molti descrivono come “un pesce appoggiato su tre colonne”, il museo delle arti e delle scienze ed  il suo incredibile centro commerciale sono la perla di Marina Bay.
Qui non mancate di farvi compatire curiosando dentro le halls degli hotel, di annusare le coloratissime ninfee sotto il museo delle scienze e di scattare una foto al Merlion: la grottesca statua mezzo pesce-mezzo leone che simboleggia il saluto di Singapore ai visitatori.

Quartiere Arabo @SingaporeTutto ciò che riguarda gli acquisti a Singapore fa rima con “shopping mall”. Ce ne sono un’ infinità e sono disseminati per tutta la città, specialmente lungo Orchard Road, la zona modaiola. Dentro questi negozi-un-po’-troppo-cresciuti è possibile trovare davvero di tutto.
Nello zaino non c’è un centimetro libero e di fare compere non se ne parla nemmeno, ma con tutto questo camminare ci si è creata una voragine nello stomaco e ci lanciamo alla ricerca dell’immancabile “food court”. Questa è l’aerea riservata al cibo e vi si trovano decine e decine di piccoli ristorantini che preparano le più disperate specialità asiatiche a prezzi discretamente economici.
Orientarsi qui dentro è impegnativo come vincere una partita a Risiko, ma siccome una visita a Singapore non è completa senza essersi gustati un bel piatto di noodle fumanti o aver assaggiato il chili crab…puntate dritti su uno di questi!

Se c’è una cosa che certo non manca da queste parti è la multi-culturalità. Singapore è il crocevia tra Asia e Medio-Oriente e la sua brillante economia è un forte richiamo per le popolazioni vicine. I visi che si incrociano camminando per strada sono sempre diversi l’uno dall’altro e nonostante la lingua principale sia l’inglese, la gente lo parla a fatica e preferisce di gran lunga la propria lingue madre. Marina Bay @Singapore
5 milioni di persone con 5 religioni diverse che si mescolano tra di loro e così, nel giro di qualche isolato, vi capiterà di incrociare mosche mussulmane, sinagoghe arabe, chiese cristiane e templi hindu o cinesi. Per avere un’ idea di cosa stiamo parlando non mancate di esplorare Little India e Chinatown  e di vivere le altrettanto imperdibili  “mille e una notte” a Kampong Glam (il quartiere arabo), tra musica sensuale  e qualche  boccata di shisha.

CONSIGLIO : Un giro a Marina Bay di sera è d’obbligo, soprattutto alle 8 o 9.30 quando incomincia il grandioso spettacolo di luci e suoni.

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