07/03/2013 – day 20
AI FORNELLI…DI NUOVO!

Corso di cucina @ThailandiaTastes Of World è nato per cercare di colmare la nostra curiosità di scoprire come funziona il mondo lontano dalla nostra realtà ed uno degli obiettivi che ci siamo posti riguarda una delle cose che da buoni italiani non potremmo mai non amare: il cibo.

Oggi inizia il tour gastronomico parte seconda. Dopo esserci cimentati nella deliziosa cucina balinese (18/02/2013), adesso è la volta di andare alla scoperta della madre dei cinque sapori in un solo piatto (piccante, dolce, salato, amaro e acido). Stiamo parlando della spettacolare cucina thailandese.
Abbiamo scelto un corso full-immersion che vanta ottime recensioni e soprattutto che limita il numero dei partecipanti ad un massimo di otto, in modo che tutti possano cucinare contemporaneamente e non come era successo a Bali dove dovevamo fare i turni ai fornelli.
Tutto inizia con un giro al mercatino locale dove la gentilissima Benz, in un inglese impeccabile, ci introduce le differenti spezie che useremo, ci racconta qualche aneddoto sulla cultura Thai, ci mostra i vari tipi di noodles, ci spiega le caratteristiche dei diversi cicchi di riso ed acquista tutto il necessario per metterci all’opera.Corso di cucina @Thailandia
Grembiule allacciato, mani lavate, coltelli affilati ed ecco che si incomincia.
Ad ogni partecipante viene consegnato un menu di 5 portate (antipasto, zuppa, curry, stir-fried e dolce) con 3 opzioni per ogni categoria tra le quali scegliere. Vogliamo provare  sapori diversi così decidiamo di optare per piatti differenti, in modo da riuscire a sporcarci le mani  per bene su ogni specialità.
Il corso è entusiasmante, soprattutto la parte che ci vede all’opera con pestello e mortaio dove per ben 10 minuti frantumiamo ed impastiamo senza sosta gli ingredienti con la presunzione di preparare il curry più buono del mondo. Sì perché, come per i nostri tortellini, se si ha veramente intenzione di preparare da zero un’ottima pasta di curry non ci sono scuse, meglio lasciare nella scatola il robot multifunzione ed usare il sano e tanto amato olio di gomito!
E’ giunta l’ora di assaggiare il succo di cotanta fatica, ma i peperoncini sono talmente piccanti da infuocare la gola e far gocciolare il naso, mentre lo zenzero  è così intenso che le nostre papille gustative sembrano supplicare pietà.
Mango Sticky Rice @ThailandiaIl corso è strutturato in modo che ogni volta che un piatto è pronto, si lasciano i fornelli e ci si siede a tavola per gustare la pietanza bella calda per poi ritornare in cucina dove tutto è lavato, in ordine ed il nostro tagliare nuovamente stracolmo di roba da stagliuzzare… quasi meglio di masterchef!
Abbiamo provato tanti piatti tra cui i famosissimi Pad Thai, Chicken Cashewnuts e il Panang Curry, ma il meglio è arrivato alla fine quando ci siamo coccolati con un Mango Sticky Rice  e delle deliziose Banane Fritte accompagnate da una pallina di gelato.

CONSIGLIO: Partecipare ad un corso di cucina permette di capire tante cose sulla cultura di un paese, ma presentatevi affamati altrimenti non riuscirete ad arrivare in fondo a tutte le portate.

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06/03/2013 – day 19
PHI PHI ISLANDS

Snorkeling @Phi Phi IslandsSe esiste un paradiso in terra probabilmente è qui, anche se evidentemente troppa gente è stata perdonata dai peccati e vi ha avuto accesso!

Acqua azzurrissima, spiagge bianche, sole splendente, un’ amaca colorata appesa tra due palme ed un bel cocco appena accettato da sorseggiare…purtroppo non questo giro! Nonostante non abbiamo tempo per rilassarci una settimana sulle spiagge più belle della Thailandia, vogliamo comunque esplorare le isole Phi Phi che sono senza ombra di dubbio una delle mete imperdibili di un viaggio in Sud Est Asia ed optiamo per un tour in giornata in motoscafo. Ci sono tante compagnie, tutte equivalenti e tutte con più o meno gli stessi prezzi, ma dopo un attenta selezione abbiamo deciso di affidarci a SeaStar, un tour operator molto attivo e con buone recensioni. Il giro classico comincia alle 7 con il trasferimento al porto e colazione offerta dalla compagnia.
Dopo essere saliti a bordo e aver stappato le prime bevande gratuite, il capitano molla gli ormeggi e si avvia ad una piacevole andatura da crociera, ma appena uscito dal porto eccolo accendere tutti e 4 i motori da 225 cavalli ed abbassare di colpo la leva del gas lanciando la barca ad una velocità folle verso le Phi Phi Islands.Maya Bay @Phi Phi Islands
Questi motoscafi viaggiano veramente veloci e se vi piace l’adrenalina il viaggio è veramente spassoso, meglio delle montagne russe, altrimenti vi ritroverete rannicchiati in un angolo come la nostra vicina koreana sperando solo che tutto finisca presto. La giornata è stata intensa, ma veramente ben riuscita. Abbiamo iniziato con un’oretta di snorkeling perfetto : acqua pulitissima , visibilità eccellete, coralli dalle forme strambe e centinaia di pesci colorati; il tutto racchiuso in una cornice di scogliere verdastre a strapiombo sul mare.
Subito dopo abbiamo visitato Monkey Beach che ospita un gruppo di cattivissimi macachi che non aspettano altro che prendersela con le caviglie dei turisti. Il pranzo a buffet, niente male a dire il vero, ci è stato offerto a Phi Phi Don, l’isola principale dell’arcipelago ed unico posto dove è possibile alloggiare.

Ed il nostro caro amico Mamo era proprio qui, il 26 Dicembre 2004, quando lo zunami si è abbattuto inclemente passando da una parte all’altra dell’isola ed uccidendo più di 2000 persone.Il suo racconto di quel giorno e di come sia riuscito a salvarsi è da pelle d’oca ed inevitabilmente viene da immedesimarsi e pensare a come si reagirebbe in una situazione del genere. Oggi non c’è più nessun segno di tutta quella distruzione e rimangono (finalmente) soltanto tanti cartelli azzurri che indicano la via della salvezza.

Dopo pranzo siamo ripartiti per visitare l’attrazione principale del tour: Maya Bay, usata come set del film “The Beach” con Leonardo Di Caprio. Le guide calcano molto su questo e probabilmente un sacco di gente compra il biglietto solo per vedere questa spiaggia che però ormai non ha Khai Island @Phi Phi Islandspiù niente di eccezionale. Nei momenti peggiori si possono trovare anche 20 motoscafi ormeggiati sulla riva e questo piccolo pezzetto di sabbia bianca viene invaso da centinaia di persone che tolgono ogni briciolo di magia che vi possa essere rimasto. Infine, dopo esserci sollazzati nelle acque della splendida cornice del Pileh Lagoon ripartiamo alla volta di Khai Island, dove ci siamo gustati un’ottima merenda a base di frutta tropicale ed un po’ di meritato riposo prima di rientrare al porto per le 17.00.

Nonostante questi tour siano usualmente pacchiani ed assolutamente turistici il nostro non è stato male, veramente ben organizzato e lo staff è stato davvero gentile…anche con immancabili ritardatari come noi!
Le Phi Phi Islands sono spettacolari e vale sicuramente la pena spendere un po’più di tempo da queste parti, ma purtroppo orde di persone le invadono ogni giorno rendendo veramente difficile trovare la tanto ricercata tranquillità.

CONSIGLIO: Se soffrite di mal di mare non preoccupatevi, la compagnia offre a tutti i partecipanti pastiglie per il mal di mare gratuitamente. Comunque, prendetene giusto una prima della partenza; sono veramente forti ed altamente soporifere e nel giro di dieci minuti sarete costretti a cercare due stuzzicadenti per tenere i vostri occhi aperti.

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05/03/2013 – day 18
PHUKET

Quello che tutto il mondo conosce come Phuket, è realmente identificato con Patong Beach.
Phuket infatti è il nome di un’isola, la più grande della Thailandia a dire il vero, ma direttamente collegata alla terra ferma da un ponte che gli toglie qualunque caratteristica da isola ed inevitabilmente anche il prefisso “Koh” dal nome.
La città principale di questa provincia è Phuket Town, una vecchia cittadella spesso snobbata dai turisti che prediligono le spiagge occidentali dell’isola tra le quali spadroneggia Patong, grazie soprattutto alla sua sfrenata vita notturna.
Almeno nel nostro immaginario Phuket era il nome esotico di qualche meravigliosa zona tropicale del mondo, ma in realtà ci ha ricordato tanto la nostra riviera romagnola il 15 di Agosto e la massiccia presenza di italiani ha certamente contribuito a ricostruire l’atmosfera!
Trovare uno spaziettino su questa spiaggia non è così semplice, visto che ogni metro quadrato è monopolizzato e puntellato d’ ombrelloni, ma una volta sistemati non si può resistere ad una bella nuotata nelle acque cristalline dell’ Andaman Sea;  mentre una flotta di moto d’acqua sfreccia all’orizzonte  ed i paracaduti attaccati ai motoscafi svolazzano in cielo.
Se durante il giorno non c’è tanto da fare, a parte rilassarsi ed abbronzarsi, all’imbrunire la città si accende e si trasforma in un unico immenso go-go bar: centinaia di barettini iniziano a pompare musica a tutto volume, mentre le loro armi migliori stanno già ballando attaccate a dei pali sopra i banconi.
Le serate di Patong girano esclusivamente attorno al sesso ed una passeggiata lungo la via principale (Thanon Bangala) si trasforma ben presto in una continuo invito dentro a qualche night-club nei quali assistere ai celeberrimi ping-pong show : spettacolini a luci rosse dove le ragazze  usano le palline (e non solo) in maniera completamente innovativa!
Il 49% della spedizione avrebbe voluto tanto partecipare ad una di queste performance artistiche (per dovere di cronaca naturalmente), ma il 51% lo ha vietato categoricamente…chissà perché poi???

CONSIGLIO : Se pensate di venire a Patong per rilassarvi, meglio rivedere i programmi. Dopo un paio di cocktails, lanciatevi nel divertimento più sfrenato e vivete una memorabile esperienza…magari sfidando una delle ragazze alla pole-dance!

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04/03/2013 – day 17
KOH SAMUI -> PHUKET : OHMMIODDIO!!!

Probabilmente siete stanchi di sentire che ci lamentiamo dei trasporti thailandesi, perché noi lo siamo  per davvero.
Oggi abbiamo lasciato Koh Samui in direzione di Phuket, sulla costa occidentale della Thailandia.
Mai contenti di farci fregare, abbiamo chiesto all’hotel di prenotarci il biglietto combinato barca+bus e per la prima volta abbiamo veramente avuto l’impressione di essere stati  vittime di SCAM, ovvero la pratica diffusissima da queste parti di farti pagare un servizio ad un prezzo  decisamente troppo elevato per quello che si riceve.
Un pulmino ci raccoglie all’hotel comodamente alle 6 del mattino e dopo mille soste a raccattare altre persone ci consegna di fronte al banchetto della compagnia.  Sbrigate le formalità, ci indicano (l’inglese naturalmente è un optional) un pullman fatiscente che dovrebbe portarci al traghetto; solo un problema: è già stra-pieno e ci sono altre 20 persone che stanno aspettando al di fuori con valige e zaini annessi. L’espressione dell’ autista ed il momento in cui si è messo le mani nei capelli disperato sono stati esplicativi della lunga giornata che stava incominciando.

Il viaggio in barca, nonostante tremendamente lento, non è andato male ed una volta arrivati sulla terra ferma ecco ripresentarsi lo stesso problema di prima. Un solo bus, 20 persone in più, con un’ inevitabile irritante ed infinita attesta prima che un secondo mezzo arrivasse.
Quando ti devi fare 8 ore di autobus, gradiresti tanto un paio di servizi essenziali : aria condizionata, bagno, spazio a sedere per tutti e soprattutto un servizio non-stop da partenza a capolinea. Da queste parti, assolutamente nulla di tutto ciò. L’azienda che si occupava del trasporto terreste è attiva dal 1970, ma da allora non ha assolutamente aggiornato nulla: ne lo staff ne i mezzi. Ed è cosi che ci troviamo su di un pulman arrugginito, vecchio di 40 anni gestito da una sdentata signora decrepita  e guidato da un signore ancora più decrepito ed ancora più sdentato di lei.
A parte qualche connazionale che tra una bestemmia e l’altra non la smetteva di ricordarci il trattamento da galline che stavamo ricevendo e un gruppo di francesi con il “putain con” facile, tutti gli altri erano locali e tutto questo ci ha fatto sorgere il dubbio di essere stati raggirati per bene.
Il viaggio è stato lentissimo e qualcosa di assolutamente lontano dal concetto di “diretto”. Ogni 5 minuti l’autista era fermo a caricare o scaricare gente per visite di cortesia ad amici o solo il cielo sa per quale altro motivo. Sedili scomodi, caldo insopportabile, bus ultracarico (inclusa gente in piedi nel corridoio con l’ascella a 5 centimetri dai nostri nasi)…così per  interminabili  8 ore.
Per grazia divina ci sono stati concessi 15 minuti d’aria nei quali dovevamo andare il bagno e magari mangiare qualcosa dagli “amici di amici”, naturalmente a prezzi assurdi!!!
Per finire in bellezza siamo stati scaricati alla stazione dei pulman di Phuket Town, a venti chilometri dalla spiaggia. E qual è secondo voi l’unico modo per raggiungerla? Affidarsi a uno dei ladri autorizzati , da queste parti chiamati taxisti, tutti belli allineati e già dietro a sfregarsi le mani.

Distrutti e decisamente amareggiati ci consoliamo con il fatto che almeno abbiamo vissuto un momento di autentica vita thailandese, ma ci è decisamente bastato. La prossima volta piuttosto ce la facciamo a piedi!

Ore 20.30, finalmente arriviamo all’ Hollywood Inn Love. Non esattamente sulla spiaggia, ma una buona qualità prezzo. 

Buonanotte!

CONSIGLIO : Non ce lo aspettavamo, ma i trasporti in questa parte del mondo sono lentissimi, disorganizzati e tutt’altro che affidabili. Se non pianificati bene rischiano di portarti via giorni interi e stressarvi parecchio!!!

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03/03/2013 – day 16
ESPLORANDO KOH SAMUI

Hin-Ta @Koh SamuiUn giorno intero di mare e spiaggia non è bastato per riprenderci dalla batosta del viaggio di qualche giorno fa, ma è comunque giunta l’ora di saltare in groppa ad un altro motorino malandato e lanciarci all’esplorazione di Koh Samui.
Iniziamo con un dono che la natura (forse?!?!?) ha fatto alla parte meridionale di Lamai Beach, Hin-Ta e Hin-Yai: due rocce a distanza di qualche decina di metri l’una dall’altra che ricordano inequivocabilmente un pistolino e una passerina e sono diventate popolarissime tra i viaggiatori che si divertano a venire qui per scattare qualche foto da super-dotati.
La tappa successiva è stata la cascata di Nam Tok Na Muang, la più alta dell’isola. Per raggiungere la vetta ed avere una bella visuale del salto d’acqua è necessario fare una bella scarpinata, arrampicarsi su qualche roccione ed attraversare ponti di bamboo molto-molto-molto provvisori.Cascata @Koh Samui
Giunti in cima, decisamente sudati ed affaticati, è possibile pucciarsi nell’acqua fresca, ma dopo aver fatto il bagno sotto le Florence Falls del Litchfield National Park in Australia (24/05/2012), questa ci sembra poco più che una pozzanghera sporca.
Ripartiamo in direzione nord ed arriviamo giusto ad ora di pranzo a Bo Phut, nella parte settentrionale dell’isola, dove dovrebbe esserci un villaggio di pescatori. Il villaggio è carino anche se nonostante il nostro impegno, di pescatori non ne abbiamo visto uno; magari hanno tutti cambiato mestiere e sono diventati venditori di magliette e souvenir. Se non altro, un bel pranzetto sulla spiaggia con una meravigliosa vista su Koh Phangan all’orizzonte è valso il viaggio.
Rientrando verso sud facciamo una sosta in un mercato di prodotti decisamente caratteristico, dove troviamo un vitello morto appeso per le gambe ed il suo macellaio intento a tagliare e vendere ai clienti i pezzi richiesti!
Guidando lungo la costa, avvistiamo l’immenso Buddha dorato di Wat Phra Yai e ci soffermiamo ad esplorare questo tempietto dove avvistiamo per la prima volta un paio di monaci buddisti, scalzi, rasati e con la classica tonaca arancione.
Big Buddha @Koh SamuiE’ ormai l’imbrunire e decidiamo di fermarci a Chaweng Beach, la località più mondana dell’isola, dove il divertimento è assicurato per tutti: discoteche open-air, ristoranti raffinati, pub con musica dal vivo e spettacoli cabaret di transessuali!

CONSIGLIO : Le attrazioni di Koh Samui sembrano state create più che altro per dare un contentino ai tanti vacanzieri dei villaggi stanchi di stare sullo sdraio, ma non sono niente di eccezionale. Comunque, vale la pena noleggiare lo scooter anche solo per aver la possibilità di perdersi tra le zone meno turistiche dell’isola.

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02/03/2013 – day 15
THAI NIGHTS

Go Go Bar @Lamai Beach, ThailandiaQui a Kho Samui abbiamo scoperto un’altra faccia della Thailandia.
Una qualità famosa in tutto il mondo che spinge tanta gente a venire fino a qua in vacanza o addirittura a trasferirsi per sempre: il turismo sessuale.

Appena cala il sole le strade si illuminano e si riempiono di gente, i locali si animano e i Go-Go Bar aprono i battenti. Questi locali non sono altro che banconi da bar, con alcuni pali da lap-dance al centro e tanti sgabelli tutt’attorno.
E’ qui che le ragazze thailandesi si esibiscono nelle loro danze sensuali puntando le loro vittime che passeggiano lungo la strada con saluti, sguardi ed ammiccamenti e come sirene cercano di attirarle a sedersi . Questa è la loro prima missione, che riempie le tasche del proprietario del locale, ma le signorine non hanno ancora raggiunto il loro obbiettivo principale: entrare nelle grazie del cliente in modo da potergli offrire altri tipi di “servizi” più tardi nella serata.
Questo è forse il modo più evidente ed in un certo senso “turistico”, ma per capire quanto è diffuso il fenomeno basta guardare le tante ragazze impegnate a giocare a bigliardo nei pool-bar senza mai imbucarne una o semplicemente che aspettano per ore e ore su dei motorini parcheggiati a bordo strada.
Ed è cosi , che più avanti nella serata, capita di vedere signorotti occidentali sulla settantina che faticano a tenere il passo della ventenne thailandese in tacchi a spillo che per mano li accompagna al resort…Thai Boxe @Lamai Beach, Thailandia

Un altro mito della Thailandia è la Thai Boxe. Per chi non la conoscesse è simile alla boxe tradizionale, ma invece che utilizzare solo le mani si può colpire con ogni parte del corpo, specialmente con i calci. In giro per la Thailandia si tengono incontri spettacolari a livello mondiale, ma in ogni zona turistica vengono organizzati eventi dove poco più che amatori intrattengono i turisti. Il sabato sera a Lamai Beach è la notte della Thai Boxe. Il ring è proprio nel centro della via principale, a fianco di qualche banchetto di cibo asiatico ed immerso nei go-go bar. Alle 22.30 incomincia lo show. I combattenti salgono sul tappeto ed iniziano la preparazione: saluti, riscaldamento e come ogni arte marziale che si rispetti gli immancabili rituali.
Gli avversari si salutano toccandosi i guantoni, la campana suona ed il match incomincia. La prima fase è di studio dell’avversario, fatta di qualche colpo a vuoto, molti abbracci e qualche tentativo più convinto. Con il passare dei round e con la stanchezza che si fa sentire i colpi iniziano ad andare a segno pesantemente sulla faccia e sui fianchi degli avversari ed il pubblico si infiamma mentre sangue e sudore si mischiano e colano sul tappeto.
Tra un round e l’altro è necessario riprendere le energie ed il guerriero è circondato da una schiera di persone che gli cicatrizzano le ferite, lo massaggiano e lo rinfrescano mentre il suo maestro lo disseta, lo consiglia e gli da la carica necessaria per affrontare il prossimo round.
Swing Bar @Lamai Beach, ThailandiaLa stanchezza è tanta, forza e lucidità iniziano a mancare ed inevitabilmente si abbassa la guardia . Ed è proprio in quell’attimo che, veloce come un fulmine e quasi impercettibile ad occhio umano, parte il tremendo  colpo della buonanotte: un calcio volante dritto in volto che segna la fine dei giochi, con uno dei due esultante di gioia mentre l’altro disteso senza sensi al centro del ring.

CONSIGLIO : Se proprio non vi piace gustarvi una Chang ghiacciata mentre guardate due corpi lucidati dal balsamo di tigre darsele di santa ragione, se proprio proprio non vi piace sorseggiare una Singha mentre un paio di chiappe marmoree vi scodinzolano a due centimetri dalla faccia, almeno bevetevi una Leo allo Swing Bar e non perdetevi lo spettacolo dei magia-fuoco sulla spiaggia…impressionante!

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01/03/2013 – day 14
COME I CLANDESTINI

Clandestini @Koh Phangan, ThailandiaQuando al telegiornale vedevamo i clandestini tutti ammassati l’uno sull’altro sbarcare a Lampedusa dopo un viaggio interminabile a bordo di barconi mal ridotti, non avevamo idea che venire in Thailandia significasse provare la stessa cosa.

Prenotiamo direttamente con l’albergo un pacchetto che dovrebbe permetterci di arrivare “stress-free” a Koh Samui, altra isoletta situata accanto a Koh Phangan, senza doverci preoccupare di tutti i vari spostamenti.
Ma ecco che il viaggio incomincia alle 11 quando ci caricano su uno dei fatiscenti furgoncini “carro-trasporto-pollame” stracarico di persone, mentre i nostri zaini vengono agganciati in qualche modo sul tetto e partiamo in direzione del porto. L’autista doveva essere in modalità mi-sto-cagando-addosso-devo-arrivare-al-cesso-adessooo: brusche sterzate a destra e sinistra, accelerate violenti ed inchiodate ancora peggio.
Giunti sani e salvi alla banchina, il delirio è lì pronto ad aspettarci: centinaia e centinaia di ragazzi ammassati su ogni centimetro d’erba o spazzatura disponibile, lottando per ogni centimetro d’ombra.
Solo due giorni dopo il Full Moon Party ed è evidentemente già giunta l’ora per tutti quanti di lasciare l’isola. Clandestini @Koh Phangan, Thailandia
La nostra barca è in ritardo… di quanto nessuno ne ha idea. Ed è così che ci troviamo ad aspettare sotto il tremendo sole thailandese per ben tre ore, seduti sui nostri zaini e circondati da cani rabbiosi indecisi se cercare da mangiare tra la spazzatura o dentro alle nostre scarpe.
Se c’è una cosa che in Thailandia manca è senza dubbio l’organizzazione. Tutto è lasciato al caso ed orientarsi non è assolutamente facile.
Nessuno che sa darti informazioni precise e nel caso qualcuno lo faccia, spesso non sai se fidarti di quello che ti dice.
Addirittura le persone che dovrebbero essere addette alla pianificazione sono più attive nel cercare di venderti qualcosa di inutile invece che provare a risolvere i problemi!

Quando ormai il giorno è già andato, arriviamo alla guesthouse (Lamoon Lamai House) sulla spiaggia di Lamai Beach.
Koh Samui è l’isola più grande tra quelle della costa est ed è stata la prima ad essere invasa dal turismo occidentale. I centri vitali sono le spiagge di Chaweng e Lamai, dove i resorts affacciati sul mare contrastano con i pub chiassosi ed i mercatini colorati delle vie interne.
Lamai Beach @Koh Samui, ThailandiaLa prima cosa che abbiamo notato è la notevole presenza italiana da queste parti. Tantissimi turisti che popolano le strade e riempiono l’aria della nostra lingua madre, ma anche tanti negozi e ristoranti gestiti da compaesani.  Forse tutto questo ci ha scatenato una certa nostalgia e anche se solitamente all’estero mangiamo sempre cucina locale, oggi una bella pizza non ce la toglie nessuno. Grazie ad un gruppo di tedeschi trasferitisi in Thailandia, che chissà come parlano un italiano perfetto, scopriamo un ristorantino ( Tropicana ) gestito da una coppia di vicentini che stanchi di vivere nel “ bel paese” ha mollato tutto ed aperto un’attività proprio qui a Lamai …portando una buonissima pizza dall’altra parte del mondo.

CONSIGLIO: Ogni agenzia di viaggi vive sulle commissioni e non sempre vi offre il servizio migliore per voi, ma quello che le fa guadagnare di più. Se riuscite evitate di prenotare con questi intermediari e muovetevi autonomamente su internet; ma tenete conto che ogni servizio/trasporto è da prenotare on-line almeno 2-3 giorni prima.

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