21/03/2013 – day 34
HANOI

Aiutooo @HanoiDopo quindici interminabili ore passate schiacciati dentro ai loculi dell’ultimo sleeping bus siamo finalmente arrivati ad Hanoi, la capitale del Vietnam. Sarà colpa degli occhi ancora addormentati, ma la prima impressione è che l’autista abbia sbagliato strada e ci abbia riportato a Phnom Penh in Cambogia (12/03/2013).
Nel nostro immaginario questa città sarebbe dovuta essere moderna, efficiente ed invece, come per la capitale cambogiana, tutto attorno a noi è grigio, sporco ed opprimente. Assolutamente non paragonabile ai verdi giardini e alle larghe strade di Ho Chi Minh City, l’altra metropoli vietnamita che abbiamo incrociato qualche settimana fa nel sud del paese (14/03/2013).

Con gli zaini in spalla ci addentriamo nell’ Old Quarter alla ricerca della nostra sistemazione (Hanoi Harmony Hotel), cercando di orientarci tra le anonime stradine e di sopravvivere ai motorini che sbucano da ogni angolo.
Le strade sono invase da banchetti di qualunque tipo e l’aria è satura di odori forti e contrastanti: piscio e spezie, vomito e cibo, marcio eHoan Kiem Lake @Hanoi fiori.

Dopo esserci rinfrescati facciamo un bel respiro profondo e ci lanciamo alla scoperta di questa città, cercando di scoprirne le bellezze nascoste.
Camminando tra i vialetti dell’ Old Quarter è possibile assistere ad uno spaccato della vita vietnamita fatto di mercati infiniti, bancarelle di cibo da strada e turisti che girano con il naso all’insù disorientati. Da non perdere una passeggiata notturna lungo Dinh Liet che viene chiusa al traffico e trasformata in un infinito (nel vero senso della parola) mercato notturno.

Man mano che ci si sposta verso sud tutto si trasforma diventando più arioso e moderno.
Subito s’incontra il Hoan Kiem Lake, con il suo tempietto nel mezzo collegato alla terra ferma da un caratteristico ponticello rosso fuoco. Questo è sicuramente il posto migliore per sfuggire all’afa opprimente, concedere una pausa alle orecchie assordate dai clacson e gustarsi una delle ottime baguette farcite con chissà che cosa vendute per 1$ ad ogni angolo di strada.
Ho Chi Minh Mausoleum @HanoiPassando il lago si arriva nel French Quarter, la zona ricca della città, dove è possibile ammirare l’imponente Opera House, rilassarsi passeggiando lungo i viali alberati e sbirciare dentro le vetrine griffate.

Per tutto quello che fa rima con cultura occorre spostarsi invece nella parte ovest della città, dove ci sono i monumenti ed i musei. A parte un altro museo anti-americano sulla guerra ed una manciata di templi, vale sicuramente la pena visitare il Mausoleo di Ho Chi Minh: il leggendario condottiero talmente venerato da essere stato imbalsamato e riposto in una teca di vetro nella quale può essere ammirato nel suo eterno splendore.

CONSIGLIO : Volete un’ idea per un business? Una gelateria ad Hanoi. Ce ne è solo una situata nel French Quarter, è famosissima e stra-piena di gente ad ogni ora del giorno e della notte. Come è il gelato? Orribile!

 

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20/03/2013 – day 33
HUE

La strada tra Hoi An ed Hanoi (sì, da queste parti hanno veramente poca fantasia) è tanta e nel mezzo c’è una sosta obbligata chiamata Huè.
Il nostro bus è partito questa mattina presto e ci ha scaricato ad Huè verso pranzo, catapultandoci nuovamente nell’inferno di traffico ed incalliti venditori ambulanti dei quali  c’eravamo dimenticati dopo aver assaggiato la paradisiaca tranquillità di Hoi An (18/03/2013).

Huè è una cittadella storica che ha avuto la sfiga di essere proprio a due passi dalla vecchia linea di confine che separava il Vietnam del Nord dal Vietnam del Sud ed inevitabilmente qui la battaglia è stata bella intensa. L’attrazione principale è la Citadel, un complesso fortificato con annesso fossato che in passato fungeva da residenza dell’ imperatore. Sarà forse perché ricorda tanto uno di quei castelli medioevali inespugnabili il motivo per cui entrambe le forze armate ne desideravamo il controllo e, nonostante i pesanti bombardamenti della guerra, grazie ai palazzi ed ai monumenti d’epoca tutt’ora presenti mantiene ancora un certo fascino.

A parte alcune altre pagode, tombe e aerei da guerra arrugginiti il resto della città non è esattamente così emozionante e anche South Bank, che dovrebbe essere la zona più “animata” del posto, non è altro che un piccolo vialetto con qualche ristorante ed un paio di bar.

Alle 17 siamo nuovamente accoccolati nei nostri letti-sedili pronti a ripartire in direzione nord…Hanoi, stiamo arrivando!

CONSIGLIO : Per noi è stata una visita “forzata” e frettolosa quindi non possiamo esprimere un parere oggettivo,  ma sinceramente non siamo rimasti molto affascinati da questa cittadina.

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19/03/2013 – day 32
LA BELLA VITA AD HOI AN

Il nostro Sud-Est-Asia non può essere definito proprio una “vacanza”: quel periodo di tempo passato rilassandosi, lasciandosi i problemi alle spalle, scegliendo sempre il meglio del meglio e godendosi il dolce far niente. Questo è un viaggio, di quelli belli tosti tra l’altro, dove nuovi problemi si presentano puntuali tutti i giorni richiedendo tanto spirito d’adattamento, rinunce e compromessi.
Per stare a zonzo un mese e mezzo, cercando di rispettare un budget comunque limitato, la maggior parte delle volte abbiamo dovuto optare per strutture ricettive con il minimo sindacabile dei servizi; ma essendo ormai agli sgoccioli di quest’avventura abbiamo deciso di fare gli splendidi e regalarci un hotel con ben tre stelle (Sunshine Hotel).
Camera mansardata immensa, letto reale, bagno con vasca e lussuriosa doccia calda, phon per capelli, minibar (dal quale abbiamo peccaminosamente addirittura attinto!!!) , piscina ed una deliziosa colazione a buffet da gustare nella fresca veranda estiva.

Dopo aver speso la mattinata godendoci la piscina (e dopo che la Pam ha ripetutamente stracciato Lele in gare di nuoto) siamo saltati in groppa a due fiammanti biciclettine in direzione di An Bang, dove finalmente abbiamo trovato una spiaggia come quelle che piacciano a noi, in classico stile australiano: immense, deserte e selvagge. Per accedervi è necessario abbandonare ogni mezzo di cui si dispone in uno dei parcheggi abusivi organizzati dai vietnamiti, ma noi ormai siamo diventati più furbi di loro.
Abbiamo approfittato di un attimo di distrazione della guardia e ci siamo intrufolati quatti quatti nella boscaglia, spingendo a mano le nostre ciclo fino a raggiungere la riva.
E qui finalmente abbiamo trovato il relax tanto cercato e ci siamo goduti quest’ infinità di sabbia tutta per noi , riempiendo i polmoni di aria fresca e frizzantina.

Nel rientrare in albergo ci siamo fermati al Villaggio delle Verdure: una serie di viuzze costruite attorno a tanti orticelli dove le persone del luogo sono impegnate a raccogliere ortaggi con la maestria e la velocità di qualcuno che lo fa da una vita intera. Tutto questo ci ha inevitabilmente riportato alla mente il nostro viaggio in Australia e le tre incredibili settimane in cui abbiamo raccolto pomodori sotto la guida di un fattore vietnamita, il mitico Long (per chi se lo fosse perso, tutto è iniziato così 26/02/2012)

CONSIGLIO : Gironzolate tranquillamente per il Villaggio delle Verdure, ma senza addentratevi troppo nelle abitazioni o, come è successo al povero Lele, potreste venire attaccati da un branco di cani affamati e rimetterci un paio di “originalissime” Havaianas da 5$ nuove di pacca!!!

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18/03/2013 – day 31
L’ADORABILE HOI AN

Viali @Hoi AnHoi An è senza ombra di dubbio il paese più incantevole che abbiamo incrociato in Sud Est Asia.
Ha il romanticismo di uno di quei vecchi film in bianco e nero, la tranquillità di un’ alba su una spiaggia deserta, la magia del tramonto sul lungo Senna parigino ed è bella come uno di quei vecchi borghetti medievali segnati dal tempo.

Quest’affollato paesino a qualche chilometro dal mare, fino ad una ventina di anni fa era a malapena marcato sulla cartina.
Non esistevano ristoranti, c’era un solo albergo ed il numero di turisti si aggirava intorno alla decina per settimana. Piano piano il mondo ha iniziato a parlare ed a scoprire questo adorabile villaggio affacciato sul Thu Bon River, trasformandolo in una delle mete Venditrice ambulante @Hoi Animperdibili del Vietnam. Negli ultimi anni le cose sono cambiate tanto ed oggi ristoranti, hotel e negozi di souvenir affollano i vialetti illuminati dalle caratteristiche lampade di carta; ma le tradizioni risuonano ancora forti tra le signore con il caratteristico cappello di paglia a punta che trasportano di tutto con il bilanciere sulle spalle o tra i banchetti del mercato tradizionale appoggiati per terra .

Hoi An è altresì famosissima per le sue sartorie. Il delizioso centro cittadino brulica di boutiques che vendono stoffe, sete, abiti, cappotti, vestiti eleganti e scarpe; il tutto disegnato e creato su misura in poco più di un giorno per prezzi ridicoli! Incredibile!
Qui è tutto talmente autentico che non esistono nemmeno i supermercati e per qualunque cosa abbiate bisogno dovete bussare alla porta di qualcuno del posto e sperare che riesca a capire quello che state chiedendo e, se magari la fortuna gira dalla vostra, vi scriverà il prezzo del prodotto sul vetro appannato di un freezer per gelati.

Lungo fiume @Hoi AnMa è solo all’imbrunire che i colori trasformano Hoi An e la rendono davvero magica. Le mille luci colorate dei ristorantini che si affacciano sul fiume si riflettono sull’acqua dove i marinai remano pian piano le proprie barchette di legno ed i barettini illuminati invogliano a fermarsi per ammirare il tramonto sorseggiando un paio di cocktails .

Ad Hoi An sembra quasi che il tempo si sia fermato e questo ci piace. Finalmente, dopo tanto chiasso, respiriamo profumo di pace.

CONSIGLIO: Grazie alla sua profonda cultura per il cibo, Hoi An è anche la capitale culinaria del Vietnam. Attenzione però, tra i tanti buonissimi ristoranti si nascondono delle canaglie che alla vista sembrano ottimi, ma che per lo stesso prezzo dei vicini vi serviranno cibo in scatola scaldato a microonde.

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17/03/2013 – day 30
GUARDIE E LADRI

Anche per oggi la parola d’ordine è rilassarsi, in attesa del viaggio di questa notte verso Hoi An.
Fortunatamente il gentilissimo staff del nostro hotel (Galaxy Hotel) ci permetterà di farci una doccia nel loro bagno di servizio prima di partire con il bus notturno e così possiamo goderci un’altra spensierata giornata in spiaggia.

Ma è proprio mentre ci stiamo gustando il venticello fresco all’ombra delle palme e stiamo per abbandonarci in un bel pisolino che un ragazzo a qualche metro di distanza mette tutti in allarme: “Non ho più il portafoglio, era dentro lo zaino! Dov’è finito???”
Tutta la gente intorno, fino ad un momento prima persa nei propri pensieri, reagisce di scatto ed inizia a frugare avidamente dentro ai propri zaini per controllare che tutte le proprie cose siano in ordine. E’ sì…i Lupin vietnamiti hanno colpito ancora e questa volta scaltri come non mai, rubando dentro ad uno zaino incustodito, ma con almeno dieci persone a meno di due metri di distanza.

Ovviamente tornare a dormire è impossibile e per passarci il tempo ci siamo messi a giocare ai detective ed abbiamo iniziato a cercare facce sospette per capire come si comportano i vietnamiti quando devono commettere un furto. Ed effettivamente non è stato così difficile identificarli. Oltre ai ragazzi che giocano a palla, i venditori ambulanti di bibite e le lucertole che si abbrustoliscono al sole ci sono questi soggetti con maglietta e pantaloni lunghi che scrutano il mare come se stessero aspettando il ritorno del loro amore perduto.
Ogni tanto si siedono, si accendono una sigaretta, si guardano attorno e dopo qualche minuto eccoli di nuovo in piedi a cercare un altro punto d’avvistamento nel quale sedersi, attendendo che qualcuno si alzi per andare a fare il bagno e colpire.
E se fosse tutto qua, sarebbe un gioco da ragazzi per chiunque fermare un asiatico alto 1.60 per 45 chili, ma il problema è la squadra di colleghi che aspetta sui motorini in strada, pronti a caricare il ladruncolo e portarlo lontano per spartirsi il bottino.

CONSIGLIO:Per evitare di venire derubati mentre vi godete la deliziosa spiaggia di Nha Trang, cercate di stare lontano dalla stradina dove passano le moto e non abbandonate mai la vostra roba personale. Se avete voglia di fare un bagno o una passeggiata fate in modo di affidare a qualche vicino di asciugamano la vostra roba.

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16/03/2013 – day 29
NHA TRANG

Spiaggia @Nha TrangSiamo solo a 400km da Ho Chi Minh City, ma sembra di essere sbarcati su un altro pianeta.
Le strade sono strette e tranquille, ornate da alberi di buganvillee e frangipani e nonostante l’immancabile traffico, non è nulla in confronto alle strade del sud. Nha Trang è considerata la capitale marittima del Vietnam e siccome è probabilmente una delle ultime possibilità che abbiamo per comprare un po’ di tintarella originale, in questi giorni non abbiamo in programma nessuna visita, ma soltanto un bel po’ di sano relax sotto il caldissimo sole vietnamita.

Ed in effetti, rilassarsi su questa spiaggia non è assolutamente difficile: una bella e Dama @Nha Tranglunga distesa di soffice sabbia bianca, poche persone, un leggero venticello che allieva la calura e una schiera di venditori ambulanti pronti a soddisfare ogni tua necessità con merende, bibite ghiacciate e freschissime macedonie di frutta. L’acqua a due passi da noi è alla temperatura ideale per una bella nuotata e se il mare non fosse così agitato verrebbe da stare a mollo tutto il giorno.

Mentre la parte meridionale della spiaggia sembra essere riservata agli stranieri ed è quella meno affollata, quella settentrionale è popolata solamente da visi asiatici che al tramonto si ritrovano sul lungo mare per un paio di birre o per sfidarsi ad un loro Anche i portantini si rilassano... @Nha Tranggioco tradizionale che ci ha ricordato tanto la nostra dama.

Anche le notti di Nha Trang non sono niente male e passeggiando per le vie del centro è veramente facile venire agganciati da backpackers occidentali che hanno deciso di prolungare la sosta da queste parti e racimolano qualche soldino (o qualche bevuta gratis) facendo un po’ di pubbliche relazioni davanti ai locali.

CONSIGLIO : Siete stanchi di riso e noodle e morite dalla voglia di un “sano e delizioso” hamburger di McDonalds? Bhè, spiacenti per voi in Vietnam non sono ancora arrivati! Ok, se priprio non potete farne a meno, una valida alternativa potrebbe essere la catena Lotteria, copia spiaccicata dei Mac!

 

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15/03/2013 – day 28
BUS A CASTELLO!

Sleeping Bus @VietnamSi dice che l’astuzia aguzzi l’ingegno e da queste parti sembrano essere dei maestri di questa specialità.

Siccome le principali attrazioni del Vietnam sono tutte distanti 8/10 ore l’una dall’altra, il modo più economico ed efficiente per muoversi sono senza dubbio i bus notturni.
E’ possibile acquistare un  sevizio combinato scegliendo le località che più si preferiscono. Noi con una quarantina di dollari abbiamo comprato un biglietto da Ho Chi Minh City ad Hanoi con soste a Nha Trang, Hue ed Hoi An; cosi facendo possiamo risparmiare un sacco di tempo ottimizzando le notti viaggiando.

Abbiamo prenotato il nostro biglietto presso The Sinh Tourist l’agenzia di viaggio che ha introdotto questo concetto e che, nonostante non sia certamente la più economica, dovrebbe essere una delle più affidabili grazie soprattutto ai suoi uffici situati nei centri di ogni località ed a una flotta decisamente moderna ed efficiente.

Quello che non ci era chiaro fino a quando non abbiamo messo piede su uno di questi autobus è che cosa intendessero con “sleeping bus” e la scoperta ci ha parecchio sorpresi. Questi bus sono stati progettati ed attrezzati per fare solo una cosa: dormire.
Scordatevi i sedili, i braccioli,le televisioni e gli scompartimenti per le valigie.
Dentro a questi bus troverete 3 file di “sedili a castello” già reclinati e pronti per cullarvi. Il piano terrà è appoggiato direttamente sul pavimento e nonostante il sedile possa essere spostato in posizione più o meno verticale le gambe rimangono sempre e comunque distese. Proprio sopra, esattamente allineate,  altre tre righe che formano il piano superiore.Sleeping Bus @Vietnam
L’idea è furba e permette di dormire discretamente bene, ma  per qualunque altra cosa c’è da tribolare abbastanza.
L’ unica pecca è che le dimensioni devono essere state calcolate sulla base dei minuscoli asiatici e se siete robustelli o più alti di 1.70m  potreste faticare ad incastrarvi in questi loculi e rischiare di passare la notte più scomoda della vostra vita.

CONSIGLIO : Se decidete per uno sleeping bus, cercate di prenotare i posti finestrino a piano terra; decisamente più lunghi e comodi della fila centrale o del piano superiore.

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