20/02/2013 – day 5
UN GIRO PER LA “VERA” BALI

Ulun Danau @BaliIl viaggio è ancora lungo, ma è ormai giunta l’ora di salutare Bali e dopo aver girovagato in lungo ed in largo per Ubud, vogliamo sfruttare l’ultimo giorno per esplorare la parte centro settentrionale dell’isola.
Ci sarebbero tante cose da vedere e soprattutto tanta strada da fare, quindi anche oggi ci siamo affidati ad un autista privato che promette di portarci a vedere due templi, le risaie a terrazza, una piantagione di caffè ed una cascata; a  fare il bagno in una sorgente termale ed addirittura a pranzare in riva al mare sulla spiaggia di Lovina… Booo?!
Questi tipi di tour organizzati  non ci fanno proprio impazzire e partiamo un po’ scettici con la paura di essere trasformati in un paio di bei pacchi postali ed essere trasportati da una parte all’altra dell’isola senza troppa cura. L’autista è puntualissimo ed alle 9 siamo già in viaggio. Fortunatamente parla un inglese decente che almeno ci permetterà di scambiare qualche parola con lui durante il viaggio.

La strada verso nord si articola lungo la parte montuosa di Bali, incrociando villaggi rurali e tanta foresta tropicale. Qui è tutto decisamente diverso dalla parte meridionale dell’isola. Sembra un altro mondo dove la vita scorre lenta e monotona. Nell’attraversare i villaggi Preghiere @Balivediamo molta gente intenta a far nulla; chiediamo qualche spiegazione all’autista che ci spiega la difficoltà di trovare lavoro… ad esempio nella sua famiglia lui è l’unico a lavorare e dovendo mantenere 5 persone i 70$ di stipendio mensili gli bastano giusto per il cibo.
Lungo il viaggio incrociamo anche tanti “cantieri” e notiamo che le condizioni di sicurezza sono inesistenti: non sono solo i comuni elmetti o guanti a mancare, i lavoratori non indossano nemmeno le scarpe e sono lì intenti a zappare, trasportare mattoni o cementare a piedi nudi!

Tutto ci fa molto impressione e le attrazioni turistiche passano quasi in secondo piano. Quello che ci interessa  davvero è capire meglio come vive, o meglio sopravvive, la gente da queste parti e tempestiamo l’autista di domande.
Capiamo che vivono in una sorta di comunità, spesso legate al tempio in cui pregano e si aiutano a vicenda come possono. Gli Hindu sono un popolo molto religioso, tanto che Sorgenti Termali @Banjar, Baliognuno ha il proprio tempietto privato a casa e ogni giorno prega e deposita delle offerte.
Nei giorni scorsi ci è capitato spesso di vedere gente impegnata a costruire delle specie di statue di polistirolo con sembianze umane e ci viene spiegato che serviranno per la grande festa del 11 Marzo, dove verranno portate in processione per le vie del paese; giusto prima del “Giorno del Silenzio” (12 Marzo) dove tutta Bali si ferma per un giorno intero:nessuna luce, nessuna radio o televisione e nessuno può uscire di casa (nemmeno i turisti che sono obbligati a stare chiusi in albergo).

Un’altra domanda ricorrente nei  giorni  scorsi è stata: “Ma perche qui i cani sono tutti tristi?”  Non abbiamo perso tempo a chiedere spiegazioni. In ogni posto di Bali in cui siamo andati non abbiamo mai visto un cane correre felice, saltare di gioia o abbaiare scodinzolando con gli occhioni che luccicano; sempre e soltanto cani  abbattuti o sdraiati sul ciglio della strada immobili. Le abbiamo pensate tutte: “Probabilmente hanno la rabbia…” oppure “Qui fa troppo caldo…” o anche “Magari non mangiano abbastanza…”, ma la verità è tutta un’altra cosa!
Ryan, il nostro autista, ha capito solo una parola della domanda che gli abbiamo fatto “Dog” e la sua risposta è stata: Lo avete mai provato? C-O-M-E S-C-U-S-A? Intendi dire che qui mangiate i cani?Luwak @Bali
Ebbene sì! Non di recente perché molti cani sono malati di rabbia, ma almeno fino al 2005 era pratica comune. Disgustati, ritorniamo con gli sguardi fuori dal finestrino e ci concentriamo sul paesaggio…increduli!

La giornata è stata lunga e nonostante la pioggia insistente che si è impegnata per bene a rovinare  la nostra gita siamo riusciti a fare quasi tutto. Abbiamo visitato il Tempio Reale (luogo sacro della famiglia regnante),anche se potevamo evitare; poi siamo passati ad Ulun Danau, un altro tempio molto suggestivo affacciato sulle acque del lago Bratan. Poco dopo abbiamo raggiunto le sorgenti termali di Banjar dove ci siamo immersi in questa acqua giallastra a 40 gradi e fatti massaggiare dai getti d’acqua caldi, mentre la pioggia fredda continuava a cadere insistente sulle nostre teste creando un’atmosfera meravigliosa.
Nel pomeriggio la pioggia ci concede una tregua e raggiungiamo Lovina, un piccolo paesello sulla costa settentrionale famoso per i suoi delfini, dove ci concediamo il pranzo in un bungalow affacciato su un mare grigio, contornato da nuvoloni carichi di pioggia. E’ tardi e le cascate non sono più accessibili, ma almeno abbiamo la possibilità di fermarci alla piantagione di caffè dove un simpaticissimo ragazzotto ci fa provare tanti tipi di thé e caffè  diversi tra cui quello al Ginseg e al Cocco, ma dove soprattutto possiamo provare il Luwak Coffee; il caffè più pregiato (e Coffee @Balidisgustoso) del mondo. Questa specie di furetto (Luwak) si ciba delle bacche di caffè, solo quelle rosse e mature. Il chicco fermenta nel suo stomaco per 10 ore e la mattina successiva viene “espulso” intatto. Esperti produttori di caffè raccolgono gli escrementi (sì, avete capito bene: la “cacca”) e ne estraggono i chicchi pronti per essere seccati, tostati e macinati!
Lo abbiamo provato e sinceramente non sappiamo dire se è  il caffè più buono del mondo, certo è che se dici al barista che fa “cagare” sicuramente non si offende!!!

CONSIGLIO: Il tour che va da Ubud a Lovina è molto lungo e stancante. Dopo ben poco ci si trova a visitare dei luoghi solo per dire “ci sono stato”, senza veramente goderli a fondo. Se avete tempo esplorate questa  parte dell’isola autonomamente, in un paio di giorni, così da apprezzarla a pieno.

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