05/06/2012 – day 136
BUONGIORNO CAIRNS

Multa @CairnsLa nottata è stata pressoché insonne.
Ieri sera abbiamo fatto tardi e il posto dove ci siamo appostati questa notte, nonostante popolato da altri colleghi, non ci convinceva più di tanto ed ad ogni rumore saltavamo sull’attenti come gatti.
Alle 6.30 proprio non riusciamo più a dormire e con due occhiaie brutali strusciamo il portellone e saltiamo fuori dal furgone.
Nonostante sia prestissimo, il lungo mare è strapieno di persone indaffarate a fare jogging, a portare a spasso i labrador o semplicemente intente a godersi la fresca brezza mattutina.
Due passi attorno al van per sgranchirsi le gambe ed ecco che l’occhio ci casca sul parabrezza: un foglio bianco, tutto bagnato dalla guazza, che assomiglia tanto ad una belle multa!!! Ci avviciniamo aspettandoci il peggio e iniziamo a leggere questo indesiderato regalino. Fortunatamente non è una multa; è solo una sorta di richiamo…un avvertimento!
Ci dice che stiamo infrangendo la legge n°20 del comune di Cairns, quella che vieta di campeggiare ovunque tranne che nei campeggi autorizzati.
Scritto a caratteri cubitali e ben evidenziato dal ranger l’invito a non farlo più se no ci fioccano una multa di 5000$!Esplanade Lagoon @Cairns
Rallegrati per averla scampata, facciamo una bella colazione e iniziamo ad esplorare questa bella cittadina tropicale. Non è molto grande, ma è veramente molto carina.
Sul lungo mare si affacciano alcuni ristoranti e le vie del centro sono stracolme di negozi di qualunque tipo e soprattutto di agenzie turistiche che propongono di tutto: dalle crociere sulla grande barriera corallina alle avventure in fuori strada fino a Cape York.
Il mare di Cairns non è balneabile a causa delle cubo meduse e dei coccodrilli, così è stata creata sul lungo mare una piscina di acqua salata (Esplanade Lagoon) dove gli abitanti e i turisti possono sollazzarsi gratuitamente.
Facciamo anche una passeggiata tra i meravigliosi giardini botanici dominati dalla foresta pluviale e stracolmi di piante tropicali.
Mercati @KurandaSiccome il mercato di ieri sera non ci ha soddisfatto, ci dirigiamo verso Kuranda, il villaggio mercato.
La minuscola Kuranda è invasa da una distesa di mercati e orde di turisti vengono qui in giornata per fare compere.
Il mercato che ci è piaciuto di più è l’Original Kuranda Rainforest Markets: un mercato fondato nel ’78 dagli hippies che non se ne sono ancora andati. Strani personaggi scalzi in piccole baracche di legno tutte colorate immerse tra le palme vendono di tutto, dai vestiti alternativi ai gioielli in lego di cocco, dai the giapponesi al gusto di mango al succo di canna da zucchero.
In serata ritorniamo verso Cairns, ma siccome non vogliamo fare arrabbiare i power-ranger proseguiamo e ci fermiamo per la notte a venti chilometri dalla città, in una rest-area creata sotto il ponte del Mulgrave River!

CONSIGLIO : Prendetevi un paio di ore per visitare Kuranda. Dista solo 30km, ma 20km sono di sinuose curve di montagna!

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

04/06/2012 – day 135
IN PISCINA!!!

Piscina @GeorgetownSe c’è una cosa che non manca in Australia sono le sorprese quando meno te le aspetti.
Ci rimettiamo in viaggio di buon ora e dopo un paio di orette incrociamo la minuscola cittadina di Georgetown. Stavamo per saltarla senza troppe preoccupazioni quando intravediamo dietro ad una curva il cartello “Public Swimming Pool”…abbiamo proprio voglia di farci una bella nuotata rinfrescante !!!
Secondo gli orari di servizio dovrebbe essere aperta, ma il cancello è sbarrato e dentro non c’è nessuno. Leggiamo le istruzioni che ci dicono di andare dal benzinaio a prendere le chiavi (?!?!?!)
Arriviamo all’area di servizio della BP e domandiamo: “Vorremo andare in piscina, è qui che  dobbiamo pagare?”
“Pagare? E’ gratis! Prendete questo gettone, infilatelo nella colonnina di fianco all’ingresso e il cancello si aprirà automaticamente!”.
Ficooooooo! Una piscina tutta per noi…e pure gratis!
L’acqua era decisamente troppo fresca, ma dopo un paio di bracciate, dentro alla nostra piscina privata si stava da dio!
Ci rimettiamo sulla strada perché vogliamo arrivare a Cairns in serata per visitare il Night Market.Night Market @Cairns
Proseguiamo tra distese di campi aridi, ma tutto ad un tratto l’outback si interrompe e passiamo in una zona verde e lussureggiante. Questo inaspettato e meraviglioso paesaggio è l’Atherton Tablelands: cascate, montagne, foreste…meraviglia! L’outback ci ha sicuramente regalato tante emozioni, ma siamo stati immersi  nella terra rossa per troppo tempo. Le ondulate colline e i loro verdi prati ci sono mancati parecchio.
All’ora di cena entriamo a Cairns che ci da subito l’idea di essere una cittadina curata e molto vivibile.
Arriviamo sull’ Esplanade e ci infiliamo nelle gallerie che ospitano il Night Market. Ci aspettavamo qualcosa tipo il Sunset Market di Darwin, ma questo non è nemmeno lontano parente. Solo banchetti di cianfrusaglie “made in china” e massaggi a 15$ per 40 minuti…sinceramente non ci ha colpito più di tanto.
Facciamo una passeggiatina tra le vie del centro e del lungo mare e ci fermiamo per la notte in un parcheggio appena fuori dalla via principale popolato da un paio di van…

CONSIGLIO : Anche se vi perdete il Night Market, non succede nulla!

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

03/06/2012 – day 134
SAVANNAH WAY

Per raggiungere Cairns e la costa Est ci sono due strade: la piatta, lunga e monotona Flinders Highway o la sinuosa, accidentata e altrettanto lunga Savannah Way.
In nessuna delle due c’è niente di estremamente eccitante da vedere e i kilometri da percorrere sono più o meno gli stessi. Le persone normali avrebbero scelto la tranquillità della highway, ma noi siamo stanchi di pianure desolate; vogliamo un po’ di curve, qualche saliscendi e magari ammirare qualche paesaggio nuovo. Imbocchiamo il primo tratto della Savannah Way (Development Road) che corre per 400 kilometri verso nord fino a Normanton e dopo pochissimo capiamo che forse non è stata la scelta migliore.
Durante la stagione delle piogge questa strada è soggetta alle alluvioni e l’asfalto è tutta una buca. Inoltre la carreggiata passa frequentemente da due corsie ad una sola costringendoti ad andare con una ruota fuori strada quando sopraggiunge un’altra macchina. Ma il meglio è quando si incrocia un road-train: loro hanno indubbiamente la precedenza e non si può fare altro che uscire completamente di strada e fermarsi per farli passare.Coccodrillo @Normanton
Facciamo una pausa a Normanton per sgranchirci le game e fare il pieno.  Vicino al centro visitatori scopriamo un coccodrillo immenso: la riproduzione reale del più grosso coccodrillo al mondo catturato. Fu una certa Krystine (indubbiamente una donna di gran classe!!!) che nel 1957, nelle vicinanze di questo sperduto paesello dell’outback, abbatté con il suo fucile questo bestione;  assicurandosi scarpe, cinture e borsette per il  resto della sua vita!!!
Ci rimettiamo in viaggio e poco dopo, al calare del sole, capiamo il secondo motivo per cui avremmo fatto meglio a restare sulla highway. Questa strada è prevalentemente “unfenced” (senza recinzioni) e verso il tramonto i bordi delle strade si popolano di decine e decine di canguri e wallaby (piccoli marsupiali simili ai canguri). La maggior parte di loro, appena ti vedono, scappano a rifugiarsi nel bosco, ma altri presi da un raptus di follia decidono di attraversare la strada proprio mentre stai arrivando.
Centrare uno di questi cosi non è cosa buona e giusta (soprattuto per la macchina) quindi ci siamo dovuti fare gli ultimi 100 kilometri prima di raggiungere il campeggio ai 50 km/h , frenando ad ogni marsupiale che avvistavamo.
Fortunatamente non ne abbiamo preso neanche uno, ma ad alcuni ci siamo arrivati parecchio vicino e li abbiamo schivati per un pelo.

CONSIGLIO : I canguri sono pericolosi, perché imprevedibili, ma anche trovarsi una bella mucca gigante nel bel mezzo della strada non è piacevole!

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

02/06/2012 – day 133
QUEENSLAND

@QueenslandDopo un giorno e mezzo di viaggio attraversiamo il confine di stato lasciando il Northern Territory ed entrando in Queensland, per poi proseguire senza troppi indugi verso la costa Est.
Il paesaggio non è cambiato molto, siamo decisamente ancora immersi nel profondo outback. Lo si nota dalla polvere rossa spinta da forti venti trasversali e dal bestiame al pascolo lungo i bordi delle strade che padroneggia queste pianure aride e sconfinate. Lugo il percorso si incrociano alcuni piccoli villaggi e roadhouse  che sembrano persi nel tempo: qui si incontrano soltanto aborigeni, camionisti e cowboy con cappello alato, speroni agli stivali e frusta legata alla cintura.
Pam @Family Fun ParkLa cantilena del motore fa da sottofondo ad interminabili ore di viaggio verso un orizzonte irraggiungibile. Il sole che batte sul cruscotto ti costringe a socchiudere gli occhi e di fronte a te inizi ad intravedere l’oceano, anche se è ancora lontano centinaio di chilometri. Il caldo asfissiante ti secca la lingua e la polvere ti ostruisce  la gola frenando anche le ultime poche parole rimaste.
Se non altro tutto questo ti da tempo di pensare. Pensare a chi eri e come sei arrivato fino a qui. Pensare a chi sei e dove stai andando. Pensare a chi sarai quando arriverai.Lele @Family Fun Park
Nel primo pomeriggio raggiungiamo Mt. Isa, unico centro di una certa dimensione da queste parti.
Non c’è  niente di speciale da fare, ma abbiamo bisogno di sostare e passiamo tutto il pomeriggio al Family Fun Park (un banalissimo parco pubblico) semplicemente godendoci la tranquillità di una panchina ombreggiata ammirando gli intrepidi ragazzini nello skate park e facendo qualche giro sulle giostre dei bimbi.

CONSIGLIO : Mt. Isa è l’ultima città dove fare rifornimento e provviste a prezzi umani, prima di arrivare sulla costa Est.

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

01/06/2012 – day 132
NOODLE : IL CIBO DEI BACKPACKERS

Ma cosa si mangia durante un viaggio come questo?
Quando la tua cucina è un metro quadrato, non hai il frigo e ti devi arrangiare con giusto un paio di padelle su 2 fornellini da campeggio, inevitabilmente le possibilità di creare manicaretti scarseggiano.
Senza considerare inoltre che ogni stoviglia che sporchi è da pulire e trovare un posto dove lavare i piatti non è così scontato.
Noi, tutto sommato stiamo mangiando decentemente: pasta al pesto o sughi vari, insalata con il tonno, frittate con prosciutto e formaggio, minestrone in scatola, tanta frutta e ogni tanto bistecche,  hot-dog o freschissimi pescioni appena pescati  da grigliare rigorosamente sui bbq lungo le spiagge.
Ma quello che non può mancare nella dieta di un backpacker sono i noodle istantanei: veloci, pratici e soprattutto economici.
Tutti i viaggiatori che abbiamo incontrato fino ad oggi vivono principalmente di questo alimento e non potevamo non provarli.
Sono una specie di spaghetti sottilissimi, tradizionalmente cinesi, che vanno bolliti per un paio di minuti in acqua aggiungendo una polverina che crea una brodaglia di verdure, carne, gallina o qualunque altra porcheria ci sia dentro.
Si possono poi mangiare così, come dei tagliolini in brodo, o scolarli e aggiungere un condimento a piacere.
Amiamo i deliziosi noodle che si trovano nei fast-food asiatici, quelli che ti servono con verdure, manzo o pollo dentro a quelle piccole scatoline di cartone, ma questi preconfezionati ci ispirano veramente poco.
Dopo averli bolliti, li abbiamo scolati (il brodo di gatto non ci andava per niente) e passati in padella con un filo d’olio, una lattina di piselli e carote e un paio di uova strapazzate…almeno così li abbiamo resi commestibili!!!

CONSIGLIO : I noodle istantanei sono confezionati in porzioni da cinesi. Per saziarvi dovete mangiarne almeno due buste…a testa!

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

31/05/2012 – day 131
A SCUOLA DI DIDGERIDOO

Didgeridoo @Sounds of starlightRitorniamo in gran fretta verso Alice Springs perchè questa mattina, alle 10.30, ci aspetta una lezione di didgeridoo.
Un paio di giorni fa, camminando lungo la via commerciale di Alice Springs (Todd Mall), avevamo incrociato il Sounds of Starlight Theatre;  a prima vista un negozio come tanti di arte aborigena, ma che in realtà è specializzato nella vendita di didgeridoo e che ospita un piccolo ed intimo teatro dove si tengono intriganti concerti di didgeridoo e percussioni.
Scoprimmo anche che tutti i giorni, alle 10.30am e alle 2.30pm, il maestro Andrew Langford  tiene lezioni gratuite di questo antichissimo strumento…non possiamo mancare!
Ma facciamo un passo indiertro: che cos’è un didgeridoo?
Viene considerato il più antico strumento musicale conosciuto ed è caratteristico delle popolazioni aborigene australiane. Non è nient’altro che un tronco di eucalipto scavato dalle termiti. Al contrario di come molti pensano, non è prettamente uno strumento a fiato; infatti se ci si soffia Scuola di didgeridoo @Sounds of starlightdentro non produce alcun suono. Per suonarlo occorre emettere delle vibrazioni ritmiche con le labbra, tipo come quando si sbuffa, contestualmente a vocalizzi vari. Più facile a dirsi che a farsi.
Arriviamo nel teatrino dove Andrew ci sta già aspettando e ci invita a prendere uno dei didgeridoo nell’angolo.
Portiamo lo strumento alle labbra ed iniziamo a fare delle pernacchie all’interno, ma quello che esce è un imbarazzatissimo rumore che ricorda la scoreggia di un elefante! Niente paura…è normale! E’ solo questione di pratica.
Basta trovare la posizione giusta per le labbra e dosare la forza della pernacchia ed ecco un bel suono omogeno e sensuale.
Continuiamo la lezione e ci spiega come produrre suoni diversi muovendo i muscoli delle guancie (sì, abbiamo dei muscoli anche lì) , come ritmare e alcuni esercizi basilari per vocalizzare mentre si spernacchia  (ad esempio provare a dire da-da-di-di-da-da-didgeridoo).
Verso la fine della lezione (circa un’ oretta) ci introduce la tecnica della respirazione circolare, ovvero soffiare dalla bocca e contemporaneamente inspirare dal naso.
Aviation Museum @Alice SpringsQuesto permette di avere un suono continuo che non si interrompe al momento dell’inspirazione…difficilissimo!!! Per questo servono settimane se non mesi di pratica, ma ci ha consigliato alcuni interessanti esercizi che possono essere fatti anche senza l’ausilio di un didgeridoo.
Comunque, alla fine della lezione, siamo riusciti ad emettere dei suoni ritmati e vocalizzati niente male!!!
Prima di lasciare Alice Springs ci fermiamo all’Aviation Museum, ospitato nel Connellan Hangar, dove si ripercorre la storia dell’aviazione locale. La mostra è un insieme di vecchi aereoplani che dicono poco e nulla ad un primo sguardo, ma grazie all’appassionatissimo custode veniamo trasportati in un mondo di storie fantastiche. Ci racconta di come Edward Connellan introdusse per primo l’aviazione ad Alice Springs e fu uno dei pioneri del soccorso medico aereo alle comunità remote dell’outback, prima dell’avvento del rinomato Royal Flying Doctor Service: i “dottori volanti”.  RFDS @Alice SpringsOggi tutti conoscono e stimano l’RFDS, ma pochi sanno che fu proprio Connellan ad inventare i primi aerei con barella e dell’incredibile servizio che ha svolto per più di trent’anni. E’ forse per ricordare questo legame che all’esterno dell’hangar è conservato l’aereo di Jhon Flynn, il fondatore del RFDS.
Dopo questa interessantissima giornata, ci rimettiamo in viaggio perché ci aspettano centinaia e centinaia di chilometri prima di approdare nel tropicale Queensland!

CONSIGLIO : Imparare a suonare uno strumento come autodidatta è possibile, ma non è assolutamente facile. Magari non comprerete mai un didgeridoo, ma con questa piccola introduzione potreste scoprire una nuova ed entusiasmante passione.

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento

30/05/2012 – day 130
SI TORNA A CASA!!!

Guida @Mala Walk, UluruTra un mese esatto, verso le 8pm se non ci sono ritardi, scenderemo la scaletta di un Boeing 777-300 marchiato Emirates e baceremo l’asfalto di Malpensa.
Sì…torniamo a casa. Per qualche settimana solamente, ma torniamo.
Di conseguenza anche il nostro viaggio on-the-road sta per giungere al termine e questa è la risposta ai nostri lettori più attenti che si stavano chiedendo come mai nelle ultime settimane abbiamo decisamente accelerato il passo di marcia.
La sera prima di lasciare l’Italia, ricevemmo una chiamata dall’ufficio Emirates di Milano che ci comunicava l’overbooking del nostro volo di andata e nel caso ci fossimo offerti volontari per cambiare rotta, aggiungendo uno scalo a Zurigo di un paio di ore, ci avrebbero regalato un biglietto A/R gratuito.
In un viaggio di 26 ore, cosa vuoi che siano 2 ore in più?Waterhole @Uluru
Accettando ottenemmo questo biglietto gratuito da usare nel corso di un anno. Abbiamo pensato parecchio al modo migliore per impiegarlo e la soluzione più sensata è quella di farsi una piccola vacanzuccia in Italia di qualche settimana e ritornare qui per terminare l’anno di visto Working Holiday a disposizione e capire cosa vogliamo fare da grandi.
Sono dunque ufficialmente aperte le prenotazioni per aperitivi,cene, grigliate o qualunque altra cosa vogliate OFFRIRCI (gratis, free, gratuit, frei,libre, бесплатно, 免費, フリー, مجان)  in cambio di racconti avventurosi dalla terra dei canguri!!!

Tornando a noi:
Dopo un’altra notte di freddo polare, ritorniamo ad Ayers Rock, dove vogliamo prendere parte ad una visita guidata che ci racconti un po’ meglio cosa si cela dietro il monolite più grosso del mondo.
Attorno ad Uluru ci sono varie passeggiate, dalla semplice camminata di un chilometro, alla completa circumnavigazione di 10,6 kilometri.
Tra le camminate brevi, quella più interessante è sicuramente la Mala Walk ed ancora più interessante se fatta con una guida del parco. Tutti i giorni alle 10am (8am in estate) è possibile unirsi al ranger presso il Mala Car Park e effettuare assieme a lui la camminata.
Uluru Climb @UluruLa guida è una miniera di informazioni : mitologia, racconti aborigeni, strumenti e tecniche di caccia, botanica, geologia, disegni rupestri e qualunque altro dubbio e curiosità il pubblico voglia domandare.
Scopriamo così che Uluru in realtà non è rosso, ma grigio e che la patina arancione che lo riveste è semplicemente ruggine, dovuta ai metalli rocciosi ossidati. Scopriamo inoltre l’importanza delle poche fonti d’acqua presenti attorno alla roccia, come e con quali strumenti gli aborigeni cacciavano gli animali, come interpretare i disegni rupestri basilari e soprattutto come gli Angung hanno sopravvissuto in questo territorio ostile per migliaia di anni. Tutto veramente, veramente interessante.
Finita la visita guidata decidiamo di continuare e girare tutt’attorno ad Uluru. La passeggiata è  facile e pianeggiante, ma sono comunque più di dieci chilometri. Questa camminata permette di scoprire e vedere le altre facce di Uluru, quelle che non finiscono sulle cartoline, altrettanto belle ed affascinanti.
Ci abbiamo impiegato un paio di orette e verso le due, affamati come lupi, ci siamo  goduti un paio di panini sotto questo immenso sassone.
Proprio da qui, il Mala Car Park, parte anche il tracciato per scalare la roccia Uluru Climb. Prima di intraprendere la salita è necessario fare un esame di coscienza e porsi la domanda: salgo o non salgo?
Gli aborigeni chiedono di non salire, sia perché Uluru per loro è molto importante (anche se la vetta non è sacra e se sali non si offendono più di tanto), ma soprattutto perché è dannatamente pericoloso e non gli fa piacere se voli di sotto e glielo sporchi tutto di sangue.
E’ impressionante vedere la verticalità con cui sale e soprattutto su una roccia scivolosa e senza nessun tipo di protezione, giusto una cordicella alla quale aggrapparsi.Corsa dei cammelli @Uluru
Noi non abbiamo dovuto nemmeno porci dei dubbi: in entrambi i due giorni che siamo stai nel parco l’ascesa è stata proibita a causa di vento forte in vetta.
Prima di rimetterci in viaggio assistiamo ad un evento del tutto particolare: la corsa dei cammelli.
E’ la prima volta che la Uluru Camel organizza questo evento ed una gran folla è accorsa per vedere questi goffi animali sfidarsi in una gara di velocità. Tutt’attorno musica assordante, hamburger giganti e birra a volontà…una bisboccia country niente male!

CONSIGLIO : E’ sempre facile criticare gli stranieri che vengono nel nostro paese e non rispettano le nostre usanze. Qui ad Uluru ci si trova dalla parte opposta e per quanto possa sembrare stupida la richiesta di non scalare la roccia, chiunque dovrebbe evitare di farlo nel rispetto delle loro tradizioni; rispettando per essere rispettati!

Categorie: Australia On The Road | Lascia un commento