12/06/2012 – day 143
WITHSUNDAY ISLANDS 3

@Whitsunday IslandsStamattina la sveglia ci è stata data talmente presto che alle 7.15 stavamo già saltando giù dal gommone , dritti nell’acqua ghiacciata.
La barca deve essere in porto alle 10.30 e per poterci godere un’ultima sessione di snorkeling (Caves Cove) siamo dovuti partire prestissimo.
Visto l’orario, il sole era quasi inesistente e purtroppo anche la visibilità sott’acqua era piuttosto limitata, ma Sailing @Whitsunday Islandsabbiamo avvistato anche Nemo, il pesce pagliaccio, quello rosso con la riga bianca intorno al collo…carinissimo!
Per cercare di sopravvivere alle fredde acque abbiamo indossato una vera e propria armatura: due mute complete abbastanza leggere ed una pesante a mezzo busto.
Dopo quasi un’oretta a mollo siamo nuovamente sulla barca che lascia le Whitsundays e sfreccia a vele spiegate in direzione della terra ferma.
E’ ora di recuperare tutte le nostre cianfrusaglie, scattare le ultime foto, ma soprattutto salutare i membri dell’equipaggio e ringraziare tutti i ragazzi per il bellissimo tempo passato insieme.
Appena tocchiamo terra, capiamo subito che qualcosa non và. Siamo rintronati, tutto gira e @Whitsunday Islandsfacciamo fatica a stare in piedi. Dopo due giorni di dondolamento abbiamo bisogno di fermarci e ci sdraiamo per un paio di orette sul praticello della bellissima laguna artificiale di Airlie Beach.
Ci rimettiamo in viaggio verso sud e poco dopo incontriamo Mackay, una cittadina molto carina dove sostiamo per il pranzo, una pennichella (si…siamo stati proprio scombussolati dalla barca) e per fare rifornimento di cibo e carburante.
Ripartiamo al tramonto e ci fermiamo per la notte in un campeggio sulla spiaggia dove ci assicuriamo che il van non traballi per nessun motivo…abbiamo bisogno di un letto fermo!!!

CONSIGLIO:  Le Whitsundays sono imberdibili e l’unico modo per visitarle e tramite questi viaggi organizzati. Non ci è mancato nulla, ma forse 350$ a testa sono un pochino troppi… probabilmente vale la pena considerare qualcosa di più economico o viaggi in giornata.

 

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11/06/2012 – day 142
WITHSUNDAY ISLANDS 2

Hill Inlet @Whitsunday IslandsLa sveglia in barca non è affatto piacevole: il capitano molla gli ormeggi e tutto inizia a traballare costringendoti a correre fuori per non vomitare l’anima.
Riuniti attorno al tavolo per la colazione, la prima domanda che è uscita dal gruppo è stata: “Chi è che ha russato tutta la notte?”
Un po’ imbarazzato, un ragazzo americano ammette che potrebbe essere stato lui e tutti esplodono in una risata generale.
Quello che rende un viaggio come questo diverso sono sicuramente le persone che si incontrano.
Questa è definita una barca-sociale, ovvero dove si trova un po’ di tutto (coppie, single e gruppi di amici) e dove l’obbiettivo è quello di fare nuove conoscenze e divertirsi assieme.Confronti...@Whitsunday Islands
L’età media va dai 20 ai 30 e bene o male siamo tutti backpackers con le stesse identiche storie di viaggio da raccontare, ma inaspettatamente due ragazzi risaltano nel gruppo: sono un canadese ed un americano, due soldati entrambi in vacanza dopo 6 mesi di missione in Afghanistan che non si conoscevano assolutamente prima di salire su questo catamarano.
Tutti sono talmente curiosi di scoprire cosa si cela dietro a questo mondo spesso troppo offuscato che i due ragazzi vengono tempestati di domande per tutto il giorno. Scopriamo come si svolgono le loro giornate, dove dormono, le armi che usano, i soldi che hanno a disposizione, le loro avventure con le ragazze, le missioni, i rischi che corrono e soprattutto che sono lì principalmente in aiuto della popolazione afghana e che i talebani sono un nemico invisibile che colpisce inaspettatamente con bombe o con cecchini appostati sui tetti. Hanno raccontato tristemente di aver visto morire dei loro amici e sono stati costretti ad uccidere per non morire a loro volta. Ammettono Uhlala...@Whitsunday Islandsanche che hanno perfino smesso di guardare le news in televisione perché quello che raccontano alla gente comune sono semplicemente cazzate.
Ma la cosa più impressionante è stata scoprire che il ragazzo americano è in guerra da quando aveva 17 anni…incredibile!
Dopo un’altra sessione di snorkeling in mattinata presso Luncheon Bay, raggiungiamo nel pomeriggio Whitehaven Beach, considerata la migliore spiaggia in Australia. La sabbia è bianchissima e talmente fine che si potrebbe confondere con la farina.
Una volta a terra ci vengono finalmente ridate le ciabatte e raggiungiamo il punto di osservazione che offre una meravigliosa panoramica dall’alto dell’Hill Inlet e della Whitehaven Beach @Whitsunday Islandsmeravigliosa spiaggia. Nient’altro che il paradiso.
Qui ci divertiamo a fare stupidissime fotografie  e giocare a “Touch” il rugby da spiaggia. Una squadra era composta da inglesi, irlandesi e neozelandesi (gente che cresce a birra e rugby) mentre l’altra da tedeschi, americani e italiani (gente che rugby non sa neanche come si scrive). Inutile dire che siamo stati massacrati e come punizione abbiamo dovuto cantare davanti a tutta la spiaggia Barbie Girl degli Aqua…uno spettacolo!!!
Quando ormai il sole era già tramontato torniamo alla barca dove i nachos fumanti ricoperti di formaggio e salsa piccante ci stavano già aspettando.
La serata è passata veloce tra risate, qualche birra e una panoramica delle stupidissime foto scattate in queste giornate.

CONSIGLIO: Non abbuffatevi troppo a colazione, neanche un’ora dopo sarete a mollo nell’acqua fredda e potrebbe essere pericoloso.

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10/06/2012 – day 141
WITHSUNDAY ISLANDS 1

Prendendo il sole @Whitsunday IslandsSi parte!!!
L’appuntamento è per le 11.30 presso l’Abel Point Marina, prima di tutto però dobbiamo trovare un posticino sicuro dove lasciare la nostra casetta per i prossimi  3 giorni.
Lungo la strada ci sono una serie di parcheggi gratuiti, naturalmente già tutti occupati, altrimenti un parcheggio a pagamento (8$ al giorno). Ci sono altre soluzioni : o parcheggiare in centro (4$ al giorno) o presso l’ostello/campeggio XBASE, dove per 10$ si può parcheggiare per tutto il tempo che si è in mare. Abbiamo scelto il parcheggio a pagamento della marina, il più caro, ma il più comodo (siamo in vacanza…non vogliamo fare fatica!!!) e speriamo il più sicuro.
Dopo una breve introduzione e aver firmato l’immancabile liberatoria che se schiattiamo sono cavolacci nostri, eccoci percorrere la passerella di legno verso la nostra barca, il catamarano Wings 3, dove il simpaticissimo “Captain P” ci accoglie e ci introduce abbastanza grottescamente le principali regole di sicurezza.
Dunque…se avete paura delle verruche, non vi piace stare a Tre scimmie @Whitsunday Islandsstretto contatto con sconosciuti e avete qualche dubbio sul condividere una stanza da letto di 12 metri quadrati in 8; la barca non è esattamente il posto adatto a voi.
Appena prima di salire ci vengono sequestrate le ciabatte o qualunque cosa si abbia sotto i piedi con un implicito messaggio che sulla barca si va in giro scalzi ovunque, compreso in bagno. Dopo esserci incastrati a fatica in questa piccola stanzettina ed iniziando a soffrire di claustrofobia sgattaioliamo fuori, dove le vele sono spiegate e stiamo già navigando verso le mitiche Withsundays.
Il Wings 3 è un catamarano lungo 18 metri e largo 9, sul quale possono essere trasportati fino a 26 passeggeri + 3 membri dell’equipaggio.  Capite da soli che lo spazio è veramente limitato ed inevitabilmente ci si trova appiccicati a sconosciuti che diventano tutto in  un tratto i tuoi migliori amici.
Dopo un paio di orette passate a prendere il sole sul ponte, eccoci arrivati al primo punto dove fare snorkeling, Blue Pearl Bay.
La compagnia Wings è specializzata soprattutto in immersioni ed a bordo c’è tutta l’attrezzatura necessaria ed un Tramonto @Whitsunday Islandsistruttore qualificato (Clohe) che permette a chiunque, anche senza nessuna esperienza, di provare l’emozione di respirare sott’acqua (ogni escursione prevede un supplemento di 70$).
L’abbiamo già fatto in passato e questo giro preferiamo goderci la tranquillità dello snorkeling sulla Grande Barriera Corallina. Ci infiliamo le mute anti-medusa, prendiamo pinne maschera e boccaglio ed il capitano ci accompagna con il suo gommone giallo proprio in cima ai coralli…WOW!!!
La vita sottomarina è pazzesca. Coralli di mille colori ovunque e tutt’intorno centinaia di pesci coloratissimi. Abbiamo avuto anche la fortuna di avvistare un paio di pescioni immensi, quelli con la bugna sulla fronte, lunghi almeno 2 metri.
Rientrati dalla nuotata un gustosissimo aperitivo a base di formaggio, salumi e verdure è servito accompagnato da un tramonto fenomenale dove il sole si spegne lentamente nell’infinità dell’ orizzonte.
Dopo un’inaspettata ottima doccia calda, tutti ci riuniamo nella sala comune per la cena a base di pollo alla griglia, caesar salad e un pasticcio di patate…decisamente niente male!!!
E’ la sud-africana Rachel, Il Delfino @Whitsunday Islandsterzo membro dell’equipaggio, l’addetta alla cucina e a tutto quello che riguarda l’assistenza ai passeggeri.
Subito dopo cena il capitano si precipita nella sala da pranzo ed esclama: “Venite, presto…c’è un delfino!”. Ci rechiamo sul retro della barca ed eccolo lì gironzolare attorno all’imbarcazione attirato dalla luce blu subacquea.
Continuiamo la serata chiacchierando del più e del meno e scoprendo storie interessantissime raccontate dai viaggiatori di mezzo mondo riuniti su questa piccola barca ancorata in un angolo del paradiso…

CONSIGLIO : Anche i catamarani traballano parecchio. Se avete qualche dubbio di soffrire di mal-di-mare fate un salto in farmacia e comprate Travelcalm, da prendere un’ ora prima di salpare e poi ogni 4-6 ore!

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09/06/2012 – day 140
ALL’ARREMBAGGIO!

Big Mango @BowenDopo esserci gustati una deliziosa pizza, abbiamo lasciato la carinissima Townsville e ci siamo fermati per la notte in una area di servizio 20 km a sud della cittadina (Alligator Creek Roadhouse).
Questa mattina, esplorando la zona con la luce del giorno, scopriamo che quella che ieri sera sembra un posteggio per autotreni è in realtà la migliore are di sosta che abbiamo mai incontrato: docce con acqua calda, soggiorno con cucinotto, divano e televisione, lavanderia…ma tutto gratis!
Non abbiamo bene capito come possa essere possibile, ma senza farci troppe domande ci siamo goduti i confort prima di ripartire alla volta di Airlie Beach, il trampolino per le mitiche Withsunday Islands.
Lungo il percorso incrociamo un paio di paeselli dediti alla coltivazioni, tra cui Bowen, dove il suo Mango formato gigante lascia pochi dubbi sulla specialità locale.
La Pam ha scoperto il Mango qui in Australia e se ne è letteralmente innamorata, scalando la classifica appena sotto fragole, anguria, melone ed ananas!
Nel primo pomeriggio arriviamo finalmente ad Airlie Beach.
Il centro è piccolino, giusto un paio di strade, ma stracolme di ristoranti, locali che pompano musica a volumi assordanti e soprattutto tour operators. Sì perché tutti quelli che arrivano fino a qui lo fanno solo per un @Airlie Beachmotivo: un’ escursione in barca a vela attorno alle Withsundays con immancabile snorkeling sulla Grande Barriera Corallina.
Iniziamo a girovagare e cercare di orientarci tra le decine e decine di offerte,ma capiamo fin da subito che la scelta non sarà facile.
Ci sono escursioni in giornata per 150$ o con uno o due pernottamenti a partire da 300-350$.
Si può scegliere tra le “racing boats” (barca a vela da gara) o i catamarani; barche da baracca (tipo discoteche), barche da relax o vie di mezzo. In entrambe le sistemazioni per la notte sono in camerate comuni, ma per alcune barche è possibile ottenere anche una camera @Airlie Beachprivata pagando un supplemento.
Ascoltiamo i consigli di tre o quattro agenzie e bene o male tutte le barche fanno più o meno lo stesso giro e offrono più o meno gli stessi servizi. Alla fine optiamo per il pacchetto 2 giorni-2 notti in catamarano, Wings 3, sperando che sia un po’ più stabile di una barca da corsa e la Pam non soffra troppo il mal di mare.
La partenza è domani a mezzo giorno e il rientro è previsto per martedì alla stessa ora.
Non ci resta che indossare la benda sull’occhio, l’uncino e salpare…all’arrembaggio!!!

CONSIGLIO : Prenotare all’ultimo minuto (il giorno prima) è parecchio conveniente grazie ai prezzi “stand by” molto ribassati. Altresì è bene chiedere i prezzi di una specifica barca a tutte le agenzie perché possono esserci differenze di anche 50$ a testa.

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08/06/2012 – day 139
TOWNSVILLE, LA CITTA’ PER TUTTI!

Siete alla ricerca di una città tranquilla dove abitare, ma adorate talmente tanto il mare che non potete assolutamente vivere lontano da lui? Ecco la soluzione: Townsville.
La deliziosa Townsville ha tutte le comodità di una grande città australiana (trasporti pubblici efficienti, parchi perfettamente curati, negozi di ogni genere, ristoranti rinomati e locali per tutti i gusti), ma al tempo stesso si affaccia su un mare spettacolare e l’atmosfera è talmente rilassata che è riuscita a costringere molti giovani viaggiatori ad interrompere la loro avventura per stabilirsi in questo paradiso.
Potrete unirvi ad uno dei tanti fanatici del fitness per una bella corsetta lungo The Strand, il bellissimo lungomare circondato da palme o semplicemente prendere il sole nelle spiagge quasi deserte.
Anche qui non possono certo mancare i bbq gratuiti, la carrucola per i bambini sperduti (o nel nostro caso cresciuti) e la Rock Pool, la piscina di acqua di mare creata apposta per consentire ai bagnanti di fare il bagno senza preoccuparsi troppo delle meduse (anche se ci sono cartelli che avvertono della possibilità di trovare meduse anche all’interno di quest’acqua!)
A Townsville non mancano certo i lussuosi hotel con vista sull’oceano, ma potrete trovare semplici e carine sistemazioni per non troppi dollari .
Nel pomeriggio ci siamo dedicati ad esplorare il meraviglio parco botanico della città che accoglie i propri ospiti con il Palm Cove, un viale dove le palme sembrano quasi prenderti per mano e accompagnarti nell’esplorazione dei giardini. Qui i laghetti di ninfee, i fichi giganti e i baobab vi forniranno tutta la tranquillità di cui avete bisogno.
Se invece del mare amate la montagna, non disperate. Passeggiando sullo Strand guardate sul lato apposto del mare e la vedrete, lontana da voi solo poche chilometri.
Vi abbiamo convinto?

CONSIGLIO: Se volete farvi un’idea dei danni che possono causare i diversi tipi di meduse, date un’occhiata alle foto vicino alla postazione dei guardia spiaggia. Saranno talmente traumatizzanti che vi verrà voglia di comprare subito una muta protettiva.

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07/06/2012 – day 138
I LOVE QUEENSLAND

Pam @Mission BeachOgnuno di noi ha nella propria mente ricordi di quando era bambino.
Man mano che si cresce i dettagli di queste immagini si affievoliscono, iniziano a sfocare pian piano, fino quasi ad annullarsi e nella nostra testa non rimangono altro che piccoli flash.
Mi ricordo che quando avevo più o meno quattro anni i mie genitori mi hanno portato per la prima volta a Santo Domingo.
Per i miei piccoli occhi era il paradiso: acqua cristallina, sabbia bianchissima, enormi stelle marine ad un passo dai miei piedini (le odoravo talmente tanto da non voler più tornare sul bagnasciuga ), palme di cocco e canna da zucchero.
Sarà perché è uno dei ricordi di quando la mia famiglia era ancora unita, ma in quella settimana ho passato i giorni più belli della mia infanzia.
Svegliarsi, aprire il portellone del van ed essere circondati da distese di canna da zucchero…bhè potete già immaginare cosa mi ha ricordato.
Ci siamo precipitati a tagliare un piccolo pezzettino di canna, l’abbiamo pelato e, stando alla mia memoria, l’abbiamo masticato pian piano, succhiando il succo.  Non male, anche se mi ricordavo qualcosa di super delizioso.

Lasciamo l’area di sosta e ci dirigiamo verso Mission Beach, località famosa per il paracadutismo acrobatico ed i lanci in tandem da oltre 4000m. Vorremmo tanto provare l’esperienza di lanciarsi con il paracadute, ma ci mancano troppo le tigelle ed abbiamo quindi deciso di rimandare il possibile momento del nostro funerale! @Mission Beach
La lunga spiaggia è un vero e proprio gioiello e anche l’acqua, solitamente gelata, sembra quasi tiepidina. Purtroppo a causa delle tantissime meduse mortali non possiamo tuffarci, ma siamo già più che felici semplicemente passeggiando sulla finissima sabbia e rilassandoci all’ombra di una delle tante palme.
Qui non poteva certo mancare un barettino in classico stile tropicale con tanto di bibite ghiacciate servite nelle noci di cocco con immancabile ombrellino.
Dopo aver preso in prestito e mai restituita qualche noce di cocco, risaliamo sul van. La prossima meta sono le Wallaman Falls, che con i loro 268m di salto sono le cascate più alte d’ Australia.
Si trovano ad una cinquantina di kilometri da Ingham, all’interno del Girringun National Park.
Mucche @Wallaman WaterfallsLa strada per raggiungerle è abbastanza accidentata e non possono certo mancare le mucche nel suo bel mezzo tra cui fare lo slalom; ma una volta arrivati in cima rimarrete sicuramente sbalorditi dalla potenza di questa cascata.
Siamo nuovamente dentro al van quando ci capita di accendere la radio e senza sforzarci troppo riusciamo a capire perfettamente quello che la voce sta dicendo… Rete Italia. Ma come può essere? Una stazione in italiano?
Siamo giusto in tempo per il giornale australiano in italiano, seguito da quello della RAI.
Dunque…se vi trovate in Italia, avete lanciato la monetina e siete lì in attesa che cada per sapere se il vostro destino è partire…bhé vi lasciamo giudicare.@Wallaman Waterfalls
Le news australiane comunicano che un gruppo di lavoratori sta portando avanti  il più grande sciopero della categoria perché hanno ottenuto l’aumento dello stipendio di SOLO (questo è quello che la voce ha sottolineato con tono negativo)  il 10% e che il tasso di disoccupazione nell’ultimo periodo di riferimento è diminuito sotto al 5%.
Le news italiane poco dopo parlano invece di un possibile ulteriore aumento dell’iva (come se non fosse già sufficientemente alta),  preoccupazioni di Obama che  il tracollo europeo possa influenzare gli Usa, grandi difficoltà nel maneggiare il sistema pensionistico, blocco della produzione per almeno sei mesi nelle zone terremotate (dove abitiamo per intenderci), un forte calo degli acquisti  e che l’Italia è scesa all’8 posto nella graduatoria mondiale di produttività manifatturiera sorpassata da Brasile, India e Korea.
Scioccati da come possano essere così diverse le situazioni, ci fermiamo nella affollatissima rest area di Bluewater dove passiamo la serata a meditare sul nostro futuro.

CONSIGLIO: Non perdetevi Mission Beach. Per raggiungerla vi toccherà percorrere qualche kilometro in più,ma ne vale proprio la pena.

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06/06/2012 – day 137
FOR SALE

Ormai sentiamo avvicinarsi la fine del nostro viaggio on-the-road in Australia ed è ora di iniziare a pensare a tutte le cose da fare prima del rientro, ma soprattutto iniziare a preoccuparsi di vendere il nostro adorato van.
Non vogliamo ridurci all’ultimo secondo ed essere costretti a svenderlo, quindi abbiamo dedicato bene o male tutta la giornata mettendoci avanti con i lavori.
Ci siamo fermati nel grazioso paesello di Innisfail dove abbiamo trovato tutto il necessario per dare una bella tirata a lucido al nostro compagno di viaggio: un altro cambio di filtro ed olio (ormai siamo diventati dei maestri), una bella doccetta per levargli di dosso quei quattro quintali di polvere rossa che ha rubato all’outback, un paio di gomme nuove nella parte posteriore ed abbiamo finalmente anche risolto quel problemuccio in accensione che ci portavamo dietro da Manjimup…3 candelette su quattro erano rotte!!!
Ora che il van è perfetto possiamo attaccare i cartelli “For Sale” e soprattutto mettere l’annuncio su Gumtree, la principale vetrina per acquisti/vendite di questo tipo.
Non siamo intenzionati a For Sale @Innisfailvenderlo prima del nostro arrivo a Sydney, ma vogliamo tastare il mercato e vedere se c’è interesse e veniamo contattati da parte di eventuali acquirenti.
Strano a dirlo, ma ci siamo affezionati a questi 8 metri quadri e pensare che dobbiamo lasciarli ci rattrista parecchio.
Ci è tornato in mente quando a Gennaio l’abbiamo scelto tra tanti e alle preoccupazioni che avevamo di non essere le persone giuste per questo tipo di viaggio, ma a cinque mesi di distanza è diventato parte di noi, ha condiviso le nostre gioie e ci ha offerto conforto nei momenti difficili.
Ci ha protetto e coccolato con 3 o 40 gradi, sotto il diluvio universale o nel più arido dei deserti. Ci ha accompagnato lungo le strade di questa incredibile avventura facendoci vivere esperienze indimenticabili.
Inoltre, è stato per noi la nostra prima casa, la prima vera convivenza ed è inevitabile che un piccolo pezzettino dei nostri cuori rimarrà tra queste pareti di lamiera per sempre.
Come il destino ha fatto sì che questo fedele amico sia capitato al nostro fianco, è giusto che continui il suo percorso accanto ad altre persone speciali.
Intanto noi ci godiamo al massimo gli ultimi giorni insieme…

CONSIGLIO: Se non si è dei meccanici specializzati, scegliere un van è sempre un’impresa difficile. Alcune volte è lui che sceglie voi, facendovi capire appena entrati che sarà lui ad accompagnarvi nel vostro viaggio.

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