24/04/2012 – day 94
MISSIONE: MELA AZZUCCATA

5am.
Inizio missione segreta: “mela azzuccata”.
Obbiettivo: identificare bidone raccolto ieri, verificare contenuto, scovare ed eliminare eventuali mele ammaccate, raccogliere nuove mele e ripristinare livello iniziale.
Agente speciale Lele indossa la mimetica invernale e sfida il buio, la guazza e  il freddo polare alla ricerca del bidone incriminato.
Per non essere avvistato dai trattori nemici, che sono già all’opera nelle coltivazioni circostanti, è costretto a muoversi in mezzo agli alberi e non utilizzare i dispositivi illuminanti in dotazione.
Agente (poco) speciale Pam, decide di mandare Lele in avan scoperta e restare al calduccio sotto le coperte facendo la vedetta per chiamare la ritirata in caso il nemico si avvicinasse.
Tutto inutile. Il bidone non era più in mezzo al campo dove lo avevamo lasciato ieri.
Il nemico deve aver intercettato le comunicazioni via radio e messo il bersaglio al sicuro nel bunker.
Non ci resta che sperare che le mele siano perfette, altrimenti addio lavoro.

Verso le 8 Eric arriva, apre il capanno e con un sorrisetto beffardo porta alla luce del sole il tanto sospirato bidone.
Osserva le mele in superficie e sembrano perfette. Non contento, inizia a spostarle fino a scavare un buco al centro che arriva fino a metà bidone. Le scruta, alza la testa e ci dice in toscanaccio stretto: “Non sembrano AZZUCATE. Potete lavorare anche oggi!”. Evvai abbiamo il lavoro!!!
E soprattutto speriamo di aver guadagnato un po’ più di fiducia da parte del boss.
Ci fiondiamo nei campi e iniziamo a raccogliere. Vogliamo fare meglio di ieri e a mezzo giorno abbiamo già raccolto 5 bidoni.
Dopo pranzo ripartire è durissima, ma nonostante la fatica che inizia a farsi sentire, le spalle doloranti e la carne greve alle braccia alle 5pm in punto svuotiamo gli ultimi sacchi dentro al decimo bidone!
Abbiamo il lavoro fisso ed è ora di cercare una sistemazione un po’ più comoda in un campeggio.
A Manjimup ci sono tre campeggi; telefoniamo per informarci sui prezzi e scopriamo che, nonostante siano dotati di poco e nulla, sono dannatamente cari. Decidiamo di passare la notte nel caravan park in centro (30$) dove Lele, una volta ogni tanto, da il cambio alla Pam ai fornelli e prepara il Goulash, una sorta di spezzatino aromatizzato alla paprica tipico dell’Ungheria e della Repubblica Ceca.

CONSIGLIO: Spesso i campeggi offrono sconti sostanziosi se si paga in anticipo tutta la settimana. Ovunque, tranne che a Manjimup.

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23/04/2012 – day 93
IL TEMPO DELLE MELE

Ci sono giorni in cui non hai niente da fare, ma ti svegli all’alba e non sai perché non riesci più a prendere sonno.
Ci sono altri giorni invece, come oggi, in cui ti devi alzare per forza e vorresti tanto stare al calduccio sotto le coperte.
Non dovremmo iniziare a raccogliere prima mezzogiorno, ma l’altra notte abbiamo deciso di campeggiare nella fattoria e puntare la sveglia alle 7.30 per essere operativi in caso di una partenza anticipata.
Sbirciamo tra le tende e la macchina del boss è già parcheggiata vicino alla rimessa dei trattori. Lele salta fuori dal van, va a salutare il capo e ritorna zampettando: “Pam…muoviti! Iniziamo a raccogliere tra mezz’ora!!! Non si sono presentati alcuni dei raccoglitori abituali e così ci fa iniziare prima.”
La Pam è già dietro a sbuffare, infatti se non ha almeno 45 minuti – 1 ora per fare la sua colazione in santa pace comincia la giornata di pessimo umore ed è estremamente intrattabile.
Ci vestiamo da contadini e saltiamo sul trattore guidato da Americo (Eric) che ci accompagna sotto gli alberi che saranno le nostre vittime.
Ci consegna una scala e un sacco con tracolla da mettersi sul davanti nel quale vanno infilate le mele che andranno poi svuotate dentro ai famosi bidoni (bin). I bin sono un po’ più piccoli rispetto a quelli dei pomodori, ma vengono anche pagati meno, 38$ l’uno.
Il boss ci mette subito in guardia: “Se domani mattina le mele sono tutte ammaccate non vi faccio più lavorare e non vi do’ nemmeno una seconda possibilità!!!”
Sì perché a quanto pare le mele sono delicatissime, quasi come le uova, quindi occorre maneggiarle con molta cura: bisogna appoggiarle dolcemente dentro al sacco, senza lasciarle cadere sopra le altre e altrettanto dolcemente svuotare il sacco dentro al bidone.
Ci dimostra anche quanto sia semplice ammaccarle: prende una mela e la fa cascare sopra ad un’altra da 10 centimetri di altezza ed ecco la bella ammaccatura…quasi invisibile al momento, ma con il passare delle ore diventa un poco appetibile bollino nero sulla mela.
Oggi raccogliamo le Granny Smith, quelle verdi e croccanti.
Iniziamo al raccolta e tutto sembra procedere per il verso giusto: non è troppo faticoso, non c’è da stare in ginocchio o piegati sulla schiena, la scala non dobbiamo utilizzarla quasi per niente e riempire un bidone sembra questione di pochissimo!
Le uniche mele da non prendere sono quelle bruciate dal sole che si riconoscono facilmente grazie ad una sfumatura rossa-marrone ben visibile.
Alle 5pm finiamo la giornata lavorativa dopo aver collezionato ben 8 bidoni che corrispondono più o meno a 300$ di guadagno…intorno a 20$ all’ora!
Decisamente meglio rispetto alla fatica assurda dei pomodori dove guadagnavamo 12 dollari all’ora, quando andava bene.
Decidiamo di accamparci anche per questa notte nella fattoria. Domani mattina alle 5 abbiamo una missione da compiere: muniti di torcia vogliamo andare a controllare il bidone che il capo ha lasciato in mezzo ai campi per verificare le mele che abbiamo raccolto. Non si sa mai che non siano perfette e che gli venga voglia di licenziarci…

CONSIGLIO : Tra i vari frutti (mirtilli,pomodori,fragole) che abbiamo raccolto, le mele sono decisamente le nostre preferite.

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22/04/2012 – day 92
FINALLY WORKERS NEEDED

Forza e coraggio…Andiamo a prenderci questo maledetto lavoro!!!
Qualche giorno fa, quando avevamo iniziato a cercare lavoro come raccoglitori di mele, l’unica piccola speranza ce l’aveva data un contadino di origini italiane (Lucchesi), dicendoci che da Lunedì avrebbe avuto bisogno (forse) di un paio di persone in più per raccogliere (18/04/12).
Vogliamo percorrere questi 120 chilometri che ci separano da Manjimup il più in fretta possibile, ma un cartello lungo la strada ci costringe ad una deviazione : Cambray Sheep Cheese and Cottages.
Ormai lo sapete, ci piacciono le degustazioni, così ci prendiamo 10 minuti per esplorare questo caseificio. Un’atmosfera calda e un paio di deliziose persone ci accolgono.
Ci fanno assaggiare i loro formaggi di capra e ci tempestano di domane sulle nostre origini, quando siamo arrivati in Australia e cosa stiamo facendo da queste parti.
Mentre stiamo parlando con la signora, l’uomo si allontana e ritorna con qualcosa arrotolato in un burazzo…un salame!
“Me lo ha insegnato a fare un italiano…secondo me vi piace”.
Ce ne ha fatto assaggiare un paio di fette ed era identico al salame nostrano. Mhhhh che nostalgia! Qui in Australia non si trovano salami del genere…ci sono solo delle porcherie! Dopo averli salutati risaltiamo sul furgone e nel primo pomeriggio eccoci di nuovo a Manjimup. Mele @Manjimup
Imbocchiamo Seven Day Road ed arriviamo alla coltivazione dove vediamo il pick-up del contadino parcheggiato ai piedi della fila di alberi.
Aspettiamo una decina di minuti ed eccolo arrivare dai campi in groppa al trattore. Ci riconosce e ci dice che domani pomeriggio,massimo Martedì, si incomincia!!! EEEEVVVVVVIIIIIIIIIVVVVVVVVAAAAAAAA!!! Finalmente abbiamo trovato lavoro! Sollevati, perché almeno il nostro perdurare non è stato invano, ci rilassiamo e ci godiamo il tramonto sulle piante di melo che domani ci attendono…a rami aperti!

CONSIGLIO : Non mollare…MAI!

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21/04/2012 – day 91
DRIVE-IN

Dopo la sveglia ci fiondiamo nuovamente all’ufficio informazioni dove l’addetto ci accoglie con un poco gradito: “Avete trovato lavoro?”
Oggi vogliamo annegare i dispiacere nel vino e sfogare le tensioni con il cibo, quindi raccogliamo dallo scaffale tutti i volantini che ci ispirano di più, saltiamo sul furgone e giriamo in lungo e in largo questa zona alla ricerca delle specialità che ha da proporre.
Incominciamo con la degustazione di caffe presso la torrefazione Yahava.
Ci presentiamo al bancone dove possiamo scegliere tre delle loro miscele che ci verranno preparate appositamente e fatte degustare.
Ci facciamo consigliare dal barista che, capendo che siamo europei, ci suggerisce tre specialità che possono avvicinarsi ai nostri gusti.
Innanzitutto prende una manciata di chicchi di caffè, li macina, li mette in un bricco di vetro e ci fa annusare l’intesto aroma che sprigionano.
Drive-in @BusseltonSubito dopo aggiunge acqua bollente e con una cura maniacale mescola, filtra e versa l’infuso in un paio di tazzine da espresso. Sul tavolo non c’è ne zucchero ne latte; per gustare il vero sapore bisogna berlo nero.
Il primo ci sembra acqua sporca, il secondo si avvicina forse ad un caffè liofilizzato scadente, mentre il terzo è veramente un ottimo caffe…quasi come quello fatto con la moca.
Si chiama GoldenBlack, è uno tra quelli più intensi che producono e di conseguenza uno di quelli preferiti dagli italiani.
La prossima tappa è la fabbrica di cioccolato The Margaret River Chocolate Co : un capannone immenso, stracolmo di cioccolata, con vista sul laboratorio dove i cioccolatai sono intenti a preparare praline e tavolette.
Non c’è molto da degustare, se non tre immensi barili pieni di piccole palline di cioccolato bianco, al latte e fondente.
Collegata alla cioccolateria c’è anche la loro cantina Providore, dove assaggiamo tutto tranne che il vino : liquore al cioccolato, marmellate, oli  e salse da condimento varie.
E’ ora di riempire lo stomaco con qualcosa di solido e ci dirigiamo alla Margaret River Dairy  Co dove dieci vassoi con dieci tipi diversi di formaggi ci attendono: doppio camembert, ceddar stagionato, ricotta al forno, formaggio al peperoncino dolce…Tutti squisiti!
Soprattutto dopo l’ultimo formaggio abbiamo assolutamente bisogno di bere e ci fermiamo in tre/quattro cantine dove ci servono senza indugio chardonnay, savignon blanc, rosé, semmillion,shiraz, cabernet e qualunque diavoleria i loro somelier si sono divertiti a creare! Verso sera ritorniamo a Busselton dove ci aspetta il Drive-in Cinema stile anni 60.Drive-in @Busselton
A questo cinema all’aperto si può accedere solo in macchina, si parcheggia di fianco alle colonnine con gli auto parlanti e si gusta il film seduti al volante; cercando ogni scusa buona per mettere il braccio attorno al collo della fidanzata di turno!
Noi abbiamo arrangiato al situazione parcheggiando a culo indietro, aprendo il portabagagli e sdraiandoci comodamente a letto con patatine, cioccolata, caramelle e ogni schifezza che siamo riusciti a racimolare.
L’ingresso costa 15 dollari a persona ed è possibile assistere a due proiezioni: una in prima serata solitamente adatto a tutte le età (Journey 2), mentre quella in seconda serata dedicata ad un pubblico più adulto (Any question for Ben?).

CONSIGLIO : Il Drive-in è molto carino grazie allo stile vintage, ma soprattutto perché è come avere un cinema tutto per se; senza il vicino che parla in sottofondo o quello dietro che ti appoggia i piedi in testa.

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20/04/2012 – day 90
DEFINITELY NO WORKERS NEEDED

Ci svegliamo e un punto interrogativo grosso il doppio di quello di ieri fa capolino sulle nostre teste: ”E adesso cosa cavolo facciamo?”
Le ultime due giornate sono state decisamente frustranti; la ricerca del lavoro che non si trova ci ha distrutto e siamo parecchio demoralizzati. Vorremmo mandare tutto al diavolo e proseguire verso nord scappando da questa landa inospitale e soprattutto dal freddo autunnale che si sta affacciando prepotentemente.
La discussione è parecchio accesa. Non riusciamo a deciderci e non riusciamo a capire cosa sia meglio fare.
Alla fine optiamo per non arrenderci, continuare la ricerca e tenere botta almeno fino a Lunedì.
Decidiamo di trascorrere i prossimi giorni a Margaret River, rinomata zona vinicola del Western Australia, dove potrebbe esserci qualche lavoro e male che vada ci dedicheremo alle degustazioni.
No Workers @ManjimupLungo la strada passiamo Busselton e Dunsborough, un paio di cittadine di villeggiatura orlate da lunghe spiagge di sabbia bianca con acqua cristallina e arriviamo nel pomeriggio a Margaret River.
Come prima cosa ci fiondiamo al centro informazioni che purtroppo smonta subito ogni aspettativa: la raccolta è appena finita e la potatura inizia a fine giugno…quindi anche qui niente da fare.
Ci lasciano comunque i recapiti di quattro agenzie che procurano lavoro stagionale nelle vigne. Proviamo a contattarle, ma non fanno altro che confermarci quanto anticipato dell’addetto dell’ufficio turistico.
Nonostante l’amaro in bocca, domani proveremo a goderci la giornata da turisti per poi tornare a Munjimup Domenica, sperando che il contadino di Lucca ci prenda a raccogliere mele per lui.
Passiamo la serata accampati in una area pic-nic alle porte della città assieme ad alcuni backpackers olandesi, francesi e tedeschi.
L’allegra serata passa velocemente tra musica alternativa tedesca, racconti di vita vissuta e bottiglie di vino inevitabilmente rubate dai francesi alla vigna dove lavorano.

CONSIGLIO : Talvolta vorresti che fosse qualcun altro a decidere al tuo posto e che possibilmente optasse per la scelta migliore.

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19/04/2012 – day 89
ABSOLUTELY NO WORKERS NEEDED

Ci svegliamo con un grosso punto interrogative sulla testa: ”E adesso cosa facciamo?”
Ormai siamo entrati in modalità lavoro e vorremmo trovare qualcosina da fare per le prossime settimane!
Potremmo aspettare qua a Manjimup fino al Lunedì, ma non ci darebbe nessun vantaggio e quindi decidiamo di rimetterci in viaggio e cercare fortuna nei paeselli qua attorno.
Partiamo e uno dopo l’altro li facciamo tutti : Nannup,Balingup,Mullalyup,Kirup e Donnybrook.
Ogni distesa di alberi con qualche frutto appeso che abbiamo incrociato ci siamo fermati e siamo andati ad elemosinare lavoro…ma niente!Spaventapasseri @Balingup
Tutti ci hanno detto che hanno le squadre al completo e non hanno bisogno di nessun altro! Abbiamo assaltato i centri turistici, le agenzie per il lavoro, i fruttivendoli e abbiamo addirittura fermato ogni persona che aveva gli scarponi sporchi di terra sperando che ci potesse dare qualche indicazione…ma nulla di nulla!
Da queste parti ce l’avete con noi? Cosa vi abbiamo fatto di male? Non siamo noi che rubiamo nei supermercati…sono i francesi!!!
Ci siamo abituati a trovare lavoro in cinque minuti con al massimo un paio di telefonate e questa ricerca ci sta letteralmente snervando!
L’unica cosa che ha rallegrato un attimo la giornata è stato il carinissimo paesello di Balingup: un sobborgo semplice, che sembra essersi fermato a cinquant’anni fa, composto da un vecchio caseificio, un bar e un paio di negozi di antiquariato.
Per le strade si incontrano solo anziani intenti a passeggiare per mano e simpatici spaventapasseri colorati.
In tarda serata arriviamo sfiniti in un campeggio nelle vicinanze di Donnybrook (Ironstone Gully Falls).
E’ già buio e la voglia di accendere il fuoco e allestire sedie e tavolino proprio non ce l’abbiamo. Una cenetta veloce e poi a letto, probabilmente ancora prima delle galline!

CONSIGLIO : Ci sono centri turistici, come quello di Manjimup, che si rifiutano di dare informazioni sui lavori stagionali; altri invece, come quello di Donnybrook, che hanno addirittura delle liste con i numeri di telefono delle varie fattorie!

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18/04/2012 – day 88
NO WORKERS NEEDED

Verso le 4 di notte, una pioggia pesante ha iniziato a cadere costringendoci a volare fuori dal letto e recuperare il tavolino e le sedie che avevamo utilizzato ieri sera.
Era da quasi un mesetto che non vedevamo questo tipo di pioggia che imperterrita continua a cadere senza concedere nemmeno un minuto di tregua. E soprattutto una pioggia che ha portato con sé un bel freddo gelante o meglio un perfetto clima invernale da camino e cioccolata calda.
Oggi dedichiamo la giornata a cercare un nuovo lavoro in fattoria. L’inutile libretto blu National Harvest Trail (in 4 mesi di telefonate al numero verde abbiamo sentito sempre e solo una risposta : “non c’è nessun lavoro disponibile”) contrassegna Manjimup come una delle zone con maggior richiesta in Aprile.
Verso le 12.30 raggiungiamo il  centro informazioni dove l’addetto, senza aprire bocca, ci indica un cartello sul bancone che comunica che loro non forniscono questo tipo di informazioni e ci consiglia di provare a girare per le varie fattorie e chiedere.
Incominciamo così il nostro giro; una dopo l’altra le divoriamo tutte, ma purtroppo è sempre la stessa storia: scendiamo dal van, entriamo nel cancello, cerchiamo il capo a cui chiedere, spieghiamo che abbiamo esperienza, ma tutte le volte torniamo a mani vuote con la risposta “troppi ragazzi, poco lavoro”.
Abbiamo fatto questo per ore, gli alberi sono belli pieni di mele, ma nessuno ha bisogno.
C’è anche chi, per evitare i backpackers scocciatori come noi, mette fuori un cartello con scritto a caratteri cubitali “ NO!!! WORKERS NEEDED!!!” che lascia ben poche speranze.
Verso sera stavamo percorrendo una strada desolata seguendo un camioncino rosso quando ad un tratto mette la freccia a sinistra ed entra in una fattoria di mele. Senza pensarci su due volte ci infiliamo dietro di lui che evidentemente preoccupato si ferma di botto. Chiediamo se cerca qualcuno per lavorare nella sua coltivazione e parlando scopriamo che i suoi genitori sono originari di Lucca e che si sono trasferiti in Australia anni fa, quando lui doveva ancora nascere.
Dovrebbe avere bisogno di due ragazzi da Lunedì prossimo, ma non ci assicura niente. Ci spiega che ha detto la stessa cosa alle decine di coppie che si sono presentate davanti al suo cancello.  I primi ad arrivare Lunedì mattina saranno i prescelti.
Sono le 6 e intorno a noi è tutto estremamente buio e deserto. Troviamo un campeggio in mezzo al bosco (Greens Island) a circa 30km da Manjimup dove ci fermiamo per la notte, ma a causa del freddo e della pioggia non possiamo stare fuori. Questa sera minestrone dentro al van.

CONSIGLIO: Se cercate lavoro, provate a chiedere nei vari ostelli. In alcuni, se dormite presso di loro, vi procurano l’impiego. Tenete però in considerazione che per un posto in camerata vi chiederanno almeno 150$ a persona, a settimana.

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