26/06/2012 – day 157
CASA DOLCE CASA

Ripercorrere nuovamente le strade piene di divieti e sensi unici che portano a casa tua, al tuo viale, quel viale dove sei cresciuto.
Rivedere la mamma dal vetro oscurato della macchina,  che con gli occhi lucidi sta aspettando in strada…chissà da quanto.
Camminare nuovamente su quell’asfalto che ti ha sbucciato le ginocchia centinaia di volte, salutare gli amici del viale, gli amici di sempre ed incrociare quei visi noti, quella gente che non sai come si chiama, ma che saluti ogni giorno da 20 anni e che fa comunque parte del tuo mondo.
Salire nuovamente quei quattro piani di scale, quasi correndo, nonostante il valigione da 30kg che stai trascinando e finalmente sorpassare quella porta di legno ed essere pervasi da una stranissima sensazione…di felicità.
Casa tua, con la sua luce soffusa riflessa sulle pareti salmone, le piastrelle di cotto, alcune calde alcune fredde, i mobili vissuti, il divano e ancora camera tua, identica a come l’avevi lasciata 9 mesi fa, con il suo pavimento di legno a quadrettoni che porta nei suoi segni e nelle sue ammaccature la storia della tua vita.
Una semplice quotidianità che una volta aveva il sapore di noia, ma che oggi ha un gusto nuovo, inaspettato, buono.

Appena fuori dall’aeroporto c’è qualcuno che mi aspetta e questa volta non si tratta di un autobus, è qualcuno di speciale che aspetta da ore con il viso incollato al monitor nella speranza di vedere la scritta “atterrato” accanto ad un volo Emirates proveniente da Dubai; qualcuno talmente emozionato che non si accorge nemmeno di aver sbagliato terminal.
L’odore di sigaro all’interno della macchina, una volta insopportabile, oggi profuma di casa.
Pian piano che ci avviciniamo le strade diventano familiari, i nomi delle vie, l’ordine di verde ai semafori, i negozi e tutto ad un tratto sono pervasa da un senso di appartenenza così intenso che ho come l’impressione di non essermene mai andata.
La gioia più grande? Vedere brillare di felicità gli occhi delle persone che amo. Il loro viso, il loro sorriso, i loro gesti…non servono parole, il loro volto esprime tutto.
Ed io, mi sento come un cucciolo che dopo un lungo viaggio è rientrato alla sua tana.
Aprire la porta ed entrare in quella che può essere definita una delle “cose” più importanti della mia vita.
Quella casa dove sono cresciuta, che nonostante manco da quasi un anno, ha ancora il mio profumo…ed improvvisamente mi sento bene, terribilmente bene.
Sono devastata dalla stanchezza, ma dormire è l’ultima cosa che ho voglia di fare. Riposare in questo momento mi sembra tempo perso, desidero troppo vivere il mio paese.

Finalmente siamo a casa.
Non avremmo mai creduto che ci sarebbe mancata così tanto, ma questa non è stata una vacanza di qualche settimana che vorresti non finisse mai e dove il rientro è un trauma. Dopo così tanto tempo lontani vivendo una vita nuova,  bella, emozionante, ma comunque piena di difficoltà, si ha voglia di tornare a casa “in vacanza”.
Siamo partiti per l’avventura australiana esattamente 9 mesi fa, ed oggi un paio di voli Emirates, lunghi ma perfetti, ci hanno riportato a casa. Siamo atterrati alle 9 di sera a Milano, dove un caldo e una luce inaspettata ci hanno sorpreso. Eravamo abituati ad entrare nell’oscurità e nel freddo verso le 5 di pomeriggio e queste lunghe giornate d’estate italiana ci piacciono già tanto.
Questi 9 mesi sono stati pieni ed intensi, ma sono passati talmente veloci che sembra solo ieri quando impauriti partivamo all’arrembaggio di questa nuova avventura.
Faticheremmo a renderci conto che è passato così tanto tempo, se non fossero i capelli lunghi  e l’inglese che prova a mischiarsi all’italiano a ricordarcelo.
Tutto è rimasto uguale e per fortuna che lo è. Se c’è una cosa di cui si ha bisogno dopo mesi e mesi di continue scoperte è un po’ di noiosa tranquillità.
Si sente forte il bisogno di sapere dove si è, sapere dove andare anche al buio,  sapere che domani la colazione sarà caffé-latte-con-biscotti-mulino-bianco-in-quella-tazza-gialla-con-il-naso-e-gli-occhi-azzurri, sapere che guardando fuori dalla finestra ci sono quelle colline, verdi come sempre.
Inevitabilmente, quando si arriva alla fine di un viaggio come questo, viene spontaneo voltarsi indietro e cercare di trarre un bilancio dell’esperienza. In questi nove mesi abbiamo messo in gioco noi stessi come mai avevamo fatto nella nostra vita.
Abbiamo provato l’inferno e il paradiso, gioie e delusioni, emozioni e sentimenti mai pensabili.
Abbiamo imparato a vivere con poco ed a cercare la felicità nella semplicità delle piccole cose, mettendo da parte l’aspetto fisico e l’apparenza; semplicemente vivendo
Abbiamo fatto di tutto e siamo diventati di tutto: studenti, camerieri, contadini, meccanici, navigatori, pescatori, campeggiatori, viaggiatori, scrittori…
Abbiamo condiviso un furgone per 24 ore al giorno e siamo riusciti a non ammazzarci.
Abbiamo vissuto con persone di tutto il mondo, vedendo la diversità non come un ostacolo, ma piuttosto come un’opportunità per coglierne gli elementi positivi e migliorare noi stessi.
Abbiamo guidato per 30.000 chilometri in 5 mesi toccando tutti e 7 gli stati Australiani, visitando posti e conoscendo persone indimenticabili.
Abbiamo conosciuto i pregi e i difetti della cultura australiana e sicuramente abbiamo migliorato non poco il nostro Inglese.
Abbiamo anche scoperto tante nuove passioni tra le quali scrivere. Scrivere di viaggi, di esperienze, di emozioni e di vita ci piace proprio tanto e sicuramente non smetteremo.

Questo è l’ultimo post di questa prima parte di vita australiana, ma sicuramente non ci fermeremo qui.
Tastes Of World, continuerà a seguire l’idea che lo ha creato e pian piano diventerà sempre più completo.
Il 23 Luglio saremo nuovamente in Australia e re-inizieremo tutto da capo con nuovi stimoli, nuove idee e tanta voglia di scoprire cosa ci riserva il futuro.
Continueremo sicuramente a scrivere d’Australia, magari non tutti i giorni, ma certamente quando questa magnifica terra ci regalerà qualche altra imperdibile avventura che vorremo condividere.

In conclusione, quest’avventura ci ha cambiati.
Molte volte ci è capitato di voltarci indietro e chiederci se la decisione che abbiamo preso un anno fa, è stata la scelta giusta.
Possiamo solo dire che se non fossimo partiti, avremmo vissuto tutta la vita nel rimorso, non sapendo mai cosa sarebbe successo.
Come in un giro di roulette al casinò abbiamo deciso di rischiare, sapendo che saremmo potuti usciti a mani vuote da perdenti, ma purtroppo per il banco… questo giro i giocatori hanno avuto la meglio!

A presto!

Lele e Pam

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25/06/2012 – day 156 (-1)
MENO UNO

Il conto alla rovescia è ormai giunto al termine.
I tappi delle bottiglie sono già allentati e pronti a schizzare nel cielo.
Domani mattina prestissimo saremo già in volo con destinazione casa.
Oggi abbiamo dedicato la giornata a preparare le valigie, fare qualche provvista per quando ritorneremo e percorrere gli ultimi sospirati 200km che ci separano da Sydney, gli ultimi di questa meravigliosa avventura.
A forza di piegare magliette e pantaloni ci è venuta fame e ci siamo resi conto che ci è rimasta ancora un’esperienza del tutto australiana da provare. Corriamo al supermercato dove nel banco frigo, subito dopo i filetti di vitello e le costolette di maiale, ma appena prima delle alette di pollo, troviamo gli spiedini di canguro.Mangiando canguro @Australia
Chi ha provato questa carne dice che è buonissima, morbida, economica, assolutamente priva di grassi e ricca di proteine.
Siamo un po’ scettici, perché questi animali preferiamo vederli saltellare liberi piuttosto che in  padella, ma un viaggio in Australia non può considerarsi completo senza aver assaggiato un boccone di questa specialità.
Li mettiamo sulla padella bollente e li cuociamo 4 minuti per lato come suggerito sulla confezione e poi li addentiamo. Il sapore è strano ed intenso, diverso da qualunque tipo di carne a cui siamo abituati e con un inevitabile retrogusto di selvatico. Non è assolutamente male, ma non è nemmeno eccezionale…comunque da provare!
In serata arriviamo in aeroporto dove parcheggiamo al Terminal 1 in una delle baie riservate ai parcheggi lungo termine, giusto a 10 metri dall’ingresso.
Il nostro volo parte alle 6am, il primo della giornata, con chek-in verso le 3am.
Proviamo a fare una dormitina, ma invano: l’agitazione, l’adrenalina, la gioia, la paura, ma soprattuto la voglia di salire su quel benedetto aereo non ci fanno chiudere occhio…SI TORNA A CASA!!!

CONSIGLIO : Il chek-in apre alle 3, ma fino alle 4 non è possibile passare ai gates…non arrivate troppo presto!

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24/06/2012 – day 155 (-2)
GLI ULTIMI PREPARATIVI

Ormai mancano solo un paio giorni alla fine di questo viaggio e con ieri si è purtroppo conclusa la parte esplorativa della nostra avventura, quella parte elettrizzante che ti fa svegliare ogni mattina con l’incertezza di non sapere cosa ti aspetta durante la giornata, ma con una gran voglia di scoprire, vedere e toccare con le proprie mani cose sempre nuove.
Salutata a malincuore l’area di servizio di Clybucca, ci rimettiamo in viaggio verso sud.
Ormai siamo veramente vicini a Sydney ed è ora di iniziare a pensare ai preparativi per lasciare l’Australia.
A causa dell’imprevista anticipata partenza non abbiamo abbastanza tempo per vendere il van e nonostante la situazione ci crei qualche mal di pancia, guardando il bicchiere mezzo pieno, potrebbe essere una potenziale opportunità.
Innanzitutto, dobbiamo trovare un posto sicuro dove lasciare la nostra casetta per il prossimo mese: lungo la strada a Sydney non se ne parla nemmeno ed il parcheggio dell’aeroporto è dannatamente caro.
Siamo costretti ad affidarci a qualche “park&fly” e tutti bene o male si aggirano attorno ai 300$ al mese.
Siamo già pronti a prenotare con uno di questi quando, scuriosando per il sito dell’aeroporto, una promozione ci sorprende: “1 mese di parcheggio al Terminal 1 per soli 199$, risparmiando il 73%!”. Ma come è possibile? C’è sicuramente una fregatura!
Leggiamo attentamente clausole, postille e annotazioni e tutto sembra regolare…carta di credito alla mano e via svelti a prenotare questa offerta imperdibile!
Tenere il van è sicuramente un rischio, ma almeno quando ritorneremo avremo un posto sicuro dove andare senza dover condividere camerate con altre 10 persone o impazzire per cercare contemporaneamente casa e lavoro.
Un’altra cosa da non dimenticarsi è di stoppare l’assicurazione sanitaria; ci fermiamo all’ufficio Bupa di Charleston e in 5 minuti l’addetta chiude la nostra pratica e attiva la procedura di rimborso per il premio non goduto…troppo efficienti!
Il resto della giornata l’abbiamo passato guidando e sostando in alcuni dei magnifici posti che avevamo visitato ad inizio viaggio: Newcastle (14/02/12), Port Stephen (12/02/12), Foster (11/02/12)  per poi fermarci per l’ultima magica notte in una misera e freddissima area di sosta lungo la Highway 1.

CONSIGLIO : Se cercate un parcheggio a lungo termine al T1 dell’aeroporto di Sydney, non perdete questa convenientissima offerta valida fino a fine dicembre 2012!

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23/06/2012 – day 154 (-3)
LA VIA DEL RIENTRO

Nonostante l’impresa terminerà ufficialmente dove è iniziata (22/01/12), a Sydney, oggi abbiamo teoricamente concluso il mitico “Big Loop”.
Tornando a Coffs Harbour infatti abbiamo chiuso il cerchio, guidando tutto intorno all’Australia seguendo la costa. Eravamo arrivati fino a quassù lo scorso Gennaio, quando eravamo di stanza nella contea di Kempsey per la raccolta dei mirtilli (30/01/12).
In un viaggio come questo, pieno di scoperte e avventure nuove tutti i giorni, ritornare in un posto dove si è già stati in precedenza è una sensazione strana . Ad ogni angolo ci sono ricordi ed emozioni che bruciano ancora forti ed è bello tornare a visitare quei semplici luoghi giusto per dire: “Ehi…ti ricordi quella panchina? E’ dove abbiamo mangiato la granita Hawaiiana” o “Guarda il Jetty…che strizza buttarsi da là in cima!” (05/02/12). Abbiamo anche guidato in macchina fino al lontano anfratto dove per la prima volta abbiamo dormito con il portellone affacciato sull’oceano e ripercorso la ripida stradina della Mutton Bird Island per gustarci un’altra volta l’incredibile panorama sulla baia e constatare che  questa volta le balene ci sono davvero!Big Loop @Australia
La nottata non potevamo non spenderla alla mitica area di servizio della BP a Clybucca, dove abbiamo vissuto per due settimane quando raccoglievamo i mirtilli. Tutto è ancora come qualche mese fa: le stesse persone cordiali, le stesse fantastiche docce calde a 2$ e il nostro posticino dove eravamo soliti parcheggiare ed allestire il tavolino preparando i pancakes sotto lo sguardo invidioso dei camionisti (04/02/12).
Nella sala da pranzo ritroviamo l’immensa cartina dell’Australia che 5 mesi fa guardavamo perplessi, spaventanti da tanta infinità e veramente dubbiosi di riuscire nell’impresa.
Lungo la via ci sono stati momenti di sconforto, dove i dubbi stavano per prevalere sulla voglia d’avventura, ma oggi finalmente possiamo riguardare quella cartina sotto un altro punto di vista.
Ce l’abbiamo fatta ed orgogliosi possiamo far scorrere lo sguardo lungo i bordi di questo immenso continente, soffermandoci sui vari posti che abbiamo toccato durante questo che, senza ombra di dubbio, è il viaggio più lungo, emozionante ed assolutamente indimenticabile della nostra vita e che resterà nel nostro cuore, nella nostra mente e sulla nostra pelle…per sempre!

CONSIGLIO : Venite in Australia! Viaggiate l’Australia!! Vivete l’Australia!!!

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22/06/2012 – day 153 (-4)
BYRON BAY

@Byron BayDurante il nostro viaggio on the road ci è capitato di incontrare centinaia di backpackers e una delle domande più gettonate tra un bicchiere di Goon e l’altro è: “Qual è il posto che preferite in Australia?”. Il 90% risponde Byron Bay senza pensarci due volte, mentre l’altro 10% ci pensa su qualche secondo e alla fine risponde comunque Byron Bay.
Bhè…non abbiamo certo avuto bisogno di molto tempo per capire perché sia così adorata.
Byron può essere vista come l’esatto opposto della turistica ed affollata Surfers Paradise. Qui si viene accolti da un’atmosfera rilassata, intima, amichevole e si ha l’impressione di far parte di questa comunità da sempre.
I negozi sono piccoli e curati ed il personale è cordiale non perché deve vendere, ma semplicemente perché non c’è niente nella vita che lo renda particolarmente stressato o infelice per cui non valga la pena sorridere ogni giorno. Spiaggia @Byron Bay
Qui si possono abbandonare le proprie tensioni facendosi coccolare dalle mani profumate di massaggiatrici australiane esperte o scoprire il proprio futuro attraverso la lettura dei tarocchi.
Che crediate o meno nel potere di queste arti, certo è che le luci soffuse, il calore delle candele, la musica rilassante, le lampade di sale e l’aria aromatizzata invitano a prendersi un po’ di tempo per sé stessi.
Le spiagge sono un sogno ad occhi aperti: talmente lunghe che è impossibile vedere la fine e così larghe che “un nostro bagno organizzato” non sarebbe in grado di trovare sufficienti ombrelloni per riempirle.
Il vento soffia talmente forte da creare onde gigantesche, così pazzesche che fanno invidia a qualunque surfista non si trovi nell’acqua ad affrontarle.
CFaro @Byron Bayon una piacevole passeggiata è possibile raggiungere il faro, che domina la città dall’alto. Qui la vista è fantastica, ma non c’è niente di meglio di perdersi a fissare il blu intenso del mare e venire sorpresi dagli enormi spruzzi di qualche balena che salta fuori dall’acqua. Sì esatto, questa volta non siamo né in anticipo, né in ritardo, siamo esattamente nel posto giusto al momento giusto per vedere la migrazione dei cetacei.
Byron inoltre ama la musica in tutte le sue forme. Ci sono cartelli che incitano gli artisti di strada ad esibirsi ed addirittura postazioni amplificate appositamente per loro. Il venerdì sera, quasi tutti i pub e i ristoranti offrono spettacoli di musica dal vivo e la città si trasforma in un grande unico concerto…

CONSIGLIO: E’ possibile raggiungere il faro anche in macchina,ma vi toccherà pagare 7$ di parcheggio. Se volete risparmiare ci sono due parcheggi gratuiti appena prima del cartello che avvisa del pagamento, poi salite a piedi per un centinaio di metri.

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21/06/2012 – day 152 (-5)
NIMBIN

@NimbinDopo aver lasciato Surfers, siamo discesi lungo la Gold Cost toccando alcune deliziose cittadine costiere e alcune lunghissime, deserte spiagge di sabbia dorata; dove un vento costante crea le condizioni perfette per gli appassionati di Kitesurf. Per pranzo ci siamo fermati nella graziosa Coolangatta, l’ultimo paese del Queensland, proprio al confine con il NSW.
La meta di oggi però ci porta lontani dalla costa, infatti bisogna percorre una cinquantina di chilometri di stradine di montagna dissestate per raggiungere il famoso villaggio di Nimbin. Tutti ne parlano come un posto idilliaco e surreale, dove il tempo sembra essersi fermato agli anni 70. Tutto qui gira attorno alla cultura hippie, agli stili di vita alternativi, ma soprattutto alla Marjiuana.
Passeggiando lungo la via principale, non vi sarà difficile essere avvicinati da personaggi particolari dall’aria sospetta che vi proporranno con alcuni giri di parole biscotti ed erbe magiche o molto più direttamente se volete da fumare!
Fumare Marijuana qui non è legale, ma diciamo che il paese vive su questo mito che attira quotidianamente pulman carichi di backpackers e la polizia è Hemp Embassy @Nimbinstata costretta a chiudere un occhio…se non due. La gente fuma liberamente quasi ovunque e l’inconfondibile odore invade l’aria.
Qui a Nimbin, lo stereotipo dell’hippie con la maglietta arcobaleno sbiadita, i pantaloni a zampa d’elefante e la bandana esiste davvero, mentre gli ideali “peace and love” e dell’amore per la madre terra sono rispettati e propagandati in ogni angolo di strada.
Un paio di posti ci hanno colpito particolarmente. Il primo è l’Hemp Embassy: una specie di museo interamente dedicato alla canapa che incita a gran voce la Nimbin Museum @Nimbinlegalizzazione della marijuana, ne valorizza i benefici in campo medico e suggerisce perfino alcune ricette per preparare gustosi manicaretti; mentre il secondo è il Nimbin Museum: un insieme di cianfrusaglie, VolksWagen Kombi arrugginiti e qualche filmato d’epoca che raccontano la storia di questo paese dall’era degli aborigeni ai giorni nostri.
All’imbrunire lasciamo il paese e torniamo in direzione della costa, fermandoci in una rest-area vicino alla località più popolare d’Australia…Byron Bay.

CONSIGLIO :  Se riuscite, venite a Nimbin il primo week-end di Maggio per li MardiGrass…sembra davvero una festa memorabile!!!

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20/06/2012 – day 151
CAVALCANDO L’ONDA

Surf @Surfers ParadiseLa nottata l’abbiamo passata tranquilla vicino al Len Fox Park, lungo un’imboscata stradina di South Port, qualche chilometro a nord di Surfers Paradise. Nessun cartello “No Camping”, nessun ranger rompiscatole, bbq, gazebo illuminati, prese elettriche, bagni aperti tutta la notte e una meravigliosa vista notturna sulla skyline di Surfers…veramente il posto perfetto per una campeggiata abusiva.
Dopo un’energetica colazione, assieme ad un bus di pensionati arrivati qui direttamente dalla casa di riposo per godersi il the mattutino con biscotti all’aperto, prendiamo il furgone e raggiungiamo nuovamente il centro di Surfers Paradise.
Vicino alla spiaggia ci sono un paio di negozi che noleggiano attrezzatura da surf, noi ci siamo affidati a Go Ride a Wave dove per 25$ abbiamo a disposizione una tavola da principianti e una muta per un paio d’ore.
La freddolosa Pam, dopo aver assaggiato l’acqua con i piedini, chiama la ritirata lasciano il povero Lele a combattere le onde solo soletto.
Forte della lezione a Bondi Beach, Lele si lancia in acqua spavaldo ed inizia a provare a stare in piedi su quella scivolosa tavola azzurra.
Surfare non è tecnicamente difficile: bisogna girare la tavola in direzione della spiaggia, sdraiarcisi sopra con le punte dei piedi che toccano la coda della tavola e aspettare un’onda. Qualche secondo prima che l’onda arrivi è ora di iniziare a remare con le braccia e appena la tavola prende l’onda bisogna alzarsi sulle braccia e con un balzello saltare in piedi assicurandosi che il piede posteriore appoggi prima di quello anteriore…il resto è solo pratica, tanta tanta pratica. Surf @Surfers Paradise
Non è assolutamente facile ed è veramente faticoso, ma con un po’ di determinazione e qualche consiglio da parte degli altri surfisti, con grande soddisfazione si riesce a stare in piedi e provare l’emozione di cavalcare un’onda.
Comunque, per essere dichiarati ufficialmente surfisti australiani è necessario prendere la tavola sottobraccio ed andare in giro bagnati e scalzi per le vie della città, salutando i passanti incuriositi con il classico saluto dei surfisti…l’Hang Loose.
Dopo aver riconsegnato l’attrezzatura facciamo una passeggiata per il lungo mare dove alcuni addetti stanno lavorando freneticamente. Scopriamo che questa sera ci sono ben due eventi: il mercato serale in riva al mare, che si tiene ogni mercoledì e venerdì, ma soprattutto l’inaugurazione del Surfers Paradise Festival, una magnifica manifestazione della durata di un paio di settimane e che propone concerti, mercati, eventi culturali, fiere e decine di interessantissime attività.
Il mercato è piccolino, ma niente male. E’ composto soprattutto dagli artisti locali ed oltre ai classici dipinti,vasi o ritratti potete portarvi a casa anche dei gadget più particolari come ad esempio un cappello da reppettari con il vostro nome scritto con lo spry. Non mancate di stimolare la vostra pazienza al banco dedicato ai rompicapo, anche se a noi ci hanno cacciato perché glieli stavamo risolvendo tutti e gli stavamo Festival @Surfers Paradiserovinando la piazza (si…siamo due geni mancati)!!!
Mentre stavamo scorrendo tra i vari banchi del mercatino, la nostra attenzione viene attirata dal suono ritmico dei tamburi. Giriamo l’angolo e scopriamo che è iniziata la parata inaugurale del Festival. Ci sono danzatrici asiatiche con strani campanellini in mano, suonatori e danzatori africani, la banda della polizia con i suoi suonatori di cornamusa in gonnellina scozzese, ma sopratutto un gruppo di scatenati percussionisti australiani accompagnati da omacciotti di cartapesta illuminati.
La processione è terminata in spiaggia con gli immancabili fuochi d’artificio accompagnati dal ritmo infuocato dei carichissimi suonatori di tamburi …

CONSIGLIO : Abbiamo scoperto, troppo tardi, che nella via parallela al lungo mare c’è un’ altro negozio che noleggia attrezzatura da surf. Sempre 20$, ma al giorno!

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